Giuseppe Di Bella

Dopo secoli, le popolazioni italiche della Dalmazia, ritrovano la madre Patria italiana: Emanuele Gabbini servendosi della storia postale, ci riporta in quelle terre di antica appartenenza per tradizione, cultura e lingua: un’incursione in un passato doloroso che sembra non passare mai.

 

L’occupazione della Dalmazia inizia il giorno dell’armistizio il 4 novembre 1918, con lo sbarco di truppe italiane a Zara e si estende gradualmente con l’affluire di nuove truppe.

 

Un primo assetto normale avviene nel dicembre, ma l’occupazione può considerarsi organicamente completa solo nel marzo 1919.

L’ammiraglio Enrico Millo e nominato Governatore della Dalmazia con sede a Sebenico dal 14 novembre 1918 al maggio 1919, e poi a Zara dal maggio 1919 al 21 dicembre 1920.

 

La Dalmazia viene ripartita in tre Zone:

 

1a Zona, compresa fra le linee di armistizio ed i limiti dei distretti di Zara e Sebenico

(escluso il distretto di Benkovac) e comprendente le isole Curzolane.

 

2a Zona, compresa fra i limiti della prima e quelli del distretto di Zara e comprendente anche il distretto di Benkovac.

 

3a Zona, distretto di Zara ed isole circonvicine.

 

Contrariamente a quanto stabilito nel patto di Londra del 1915, il trattato di Rapallo del 12 novembre 1920, ratificato il 12 febbraio 1921, assegna all’italia soltanto la città di Zara ed un ristretto territorio circonvicino (in tutto 52 chilometri quadrati) e l’isola di Lagosta.

 

Il 21 dicembre 1920 l’Ammiraglio Millo è sostituito dal prefetto Bonfanti Linares, in veste di Commissario Civile.

In conseguenza del trattato di Rapallo la 1a Zona viene sgombrata il 19 aprile 1921 e la 2a Zona il 13 giugno 1921.

Zara viene annessa all’Italia il 2 febbraio 1921 e la valuta nazionale viene messa in corso nell’agosto.

 

Malgrado Zara diviene parte del Regno d’Italia nel 1921, in questo capitolo si considera il periodo di occupazione esteso fino al 1923, poiché i francobolli di occupazione hanno corso fino a quella data.

 

STORIA POSTALE 

 

Tariffe: per tutto il 1919 e quasi tutto il 1920, le tariffe sono identiche a quelle italiane al cambio di 1 lira per 1 corona.

Nel dicembre1920, a seguito della svalutazione della corona nei confronti della lira, le tariffe per la Dalmazia vengono significativamente aumentate.

 

Questo aumento è pubblicato sul Bollettino n° 3 del 1921, del Ministero delle Poste e Telegrafi che testualmente recita:

“In conformità ad analoga proposta di questo ufficio speciale e con l’approvazione della presidenza del Consiglio dei Ministri (Ufficio centrale per la nuova provincia) il Governatore della Dalmazia con bando n° 90 del 23 dicembre u.s., ritenuta l’urgente necessità di aumentare congruamente le tariffe postali telegrafiche nel territorio della Dalmazia e delle isole Dalmate e Curzolane, in corrispondenza del deprezzamento della valuta austro-ungarica, ha modificato, con decorrenza dal giorno 10 dicembre 1920, le tariffe stesse come dal prontuario che qui si allega.” 

 

Il prontuario indica che le tariffe sono esattamente quadruplicate ad eccezione della tassa per raccomandazione e della tassa per assicurazione, che passano da c. 30 a 1 corona (quindi un aumento inferiore al quadruplo). 

 

Il prontuario inoltre non indica la tassa per espresso (questa era di c. 50): nei pochi espressi giunti ai giorni nostri, si può osservare che in alcuni casi questa tassa si continua a calcolarla per 50 c. e, in altri casi, la si calcola per 2 corone (cioè 50 c. x 4). 

 

A complicare il tutto, le tariffe italiane vengono aumentate il 1° gennaio 1921, ed essendo trascorsi solo 21 giorni dall’aumento delle tariffe per la Dalmazia, un nuovo aumento è chiaramente improponibile e così le tariffe per la Dalmazia non aumentano. 

 

Naturalmente a questo punto le tariffe per la Dalmazia non sono più il quadruplo di quelle italiane e … questo ha fatto “impazzire” per anni gli studiosi di storia postale.

Inoltre, le tariffe italiane vengono ancora aumentate il 1° gennaio 1922 e, successivamente, il 1° gennaio 1923. 

 

I francobolli soprastampati in centesimi di corona continuano ad essere usati, anche insieme ai francobolli italiani (ma questi ultimi erano tollerati fino dal 1919) fino al 1923.

Non risultano disposizioni ufficiali circa le tariffe in centesimi di corona per il 1922 e 1923 ma, dall’analisi dei documenti giunti ai giorni d’oggi, si può affermare che vengono usate le tariffe italiane moltiplicate quattro. 

 

Riassumendo, i periodi tariffari sono sei: i primi tre con tariffe identiche a quelle italiane; il quarto con, per i primi venti giorni, tariffe italiane quadruplicate e, per tutto il 1921, tariffe “anomale” tra il doppio e il triplo di quelle italiane; il quinto ed il sesto con tariffe pari a quattro volte quelle italiane. 

 

Per riassumere la situazione, prendiamo ad esempio la tariffa cartolina illustrata (fino a cinque parole) nei diversi periodi: 

I      c. 5

II     c. 10

III    c. 10

IV    c. 40

V     c. 60

VI    c. 60 

 

Per quanto riguarda la corrispondenza per l’estero, va notato che nessuna menzione è fatta nel citato Bollettino n° 3 del 1921 del Ministero delle Poste e Telegrafi.

Per il periodo 1919 – 1920 le tariffe sono sicuramente quelle italiane al cambio di 1 lira per 1 corona.

Dal 1921, in teoria, le tariffe italiane dovrebbero essere quadruplicate: tutte le corrispondenze per l’estero di questo periodo note all’autore, sono però affrancate con francobolli non soprastampati.

 

Francobolli

 

Il 1° gennaio 1919 sono posti in vendita in tutti i territori liberati (Trento, Trieste e Dalmazia) francobolli italiani soprastampati in centesimi di corona: 

 

Posta ordinaria           11   valori  del 1901 – 18 soprastampati 

 

Espressi                       2   valori  del 1903 -  08 soprastampati 

 

Segnatasse                 10   valori del 1890  – 03 soprastampati 

 

Il 1° maggio 1919 è posto in vendita, nella sola Dalmazia, il francobollo italiano da 1 corona su 1 lira con la soprastampa “una” in lettere anziché in numero; nell’aprile del 1921 vengono predisposti altri sette francobolli italiani soprastampati in centesimi di corona con i caratteri della soprastampa in bastoncino. 

Nel febbraio del 1921, con la stessa soprastampa, viene emesso un espresso e, nell’ottobre del 1922, quattro segnatasse. 

 

Annullamenti di posta militare 

 

Gli annullamenti di posta militare noti sono (in nero, salvo indicazione diversa):

POSTE ITALIANE • ZARA circolare 

 

R. POSTE • GOVERNO • della DALMAZIA e ISOLE DALMATE • e CURZOLANE

ovale-violetto 

 

R.R. POSTE • GOVERNO • della DALMAZIA e ISOLE DALMATE • e CURZOLANE

ovale-violetto 

 

POSTA MILITARE • 7 circolare 

 

POSTA MILITARE • 78 circolare 

 

POSTA MILITARE • 122 circolare 

 

POSTA MILITARE • 153 circolare 

 

AVIAZIONE R. MARINA • ZARA data • POSTA AEREA TRANSADRIATICA • NOVEM-

BRE 1918 in cartella su 5 righe – in azzurro 

 

Annullamenti di posta civile

 

ZARA doppio cerchio

 

Per tutto il periodo 1919-1923, viene usato il vecchio annullamento austriaco ZADAR

ZARA doppio cerchio dal quale viene scalpellato il topomino slavo ZADAR.

Nel 1° periodo postale si conoscono corrispondenze con l’annullo austriaco non scalpellato (raro). 

 

Note commerciali 

 

Il valore commerciale in Euro, può essere così indicato (con annullo di posta civile e francobolli soprastampati per tutte le terre redente): 

 

                                        2° e 3° periodo     1°e 4° periodo        5° e 6° periodo

Giornali                                     50                     100                          -

Cartoline                                   25                       50                        100

Lettere                                      50                     100                     200-400

Raccomandate                       100                  200-300                 300 -500

Assicurate                            150-600              200- 750                   1000

 

Molto rari sono gli usi degli espressi e dei segnatasse e, ancor più pregiati, i valori di posta ordinaria usati come segnatasse.

I documenti affrancati con l’emissione per la sola Dalmazia valgono di più.

I documenti in affrancatura mista non soprastampati/soprastampati, oppure emissione terre redente/emissione sola Dalmazia hanno un plusvalore.

I documenti affrancati solamente con francobolli non soprastampati valgono dai 50 ai 200 Euro a seconda della tariffa, della affrancatura e dell’annullo.

Gli annulli di posta militare hanno più valore di quelli di posta civile ed alcuni sono molto pregiati. (continua)

Emanuele Gabbini