Cresce un movimento d’opinione che intende conservare la filatelia come bene culturale e si intravedono inedite prospettive, nel complesso panorama del collezionismo filatelico italiano e degli “interessi” sociali e commerciali che ruotano attorno ad esso.
Si è di fatto aperta una stagione nuova nella quale finalmente i collezionisti hanno un punto di riferimento, un “sindacato” indipendente che difende i loro interessi.
Continua infatti la qualificata azione del Club della filatelia d’oro, che riunisce 100 noti ed esperti filatelisti italiani, indirizzata alla tutela dei collezionisti attraverso la razionalizzazione e normalizzazione del settore filatelico italiano.
Il secondo PARERE ed il relativo INVITO, affrontano senza mezzi termini il problema centrale della filatelia italiana, ovvero i Cataloghi filatelici ed i prezzi da essi riportati.
Senza appello il negativo giudizio finale espresso nel PARERE, reso pubblico attraverso gli organi di informazione, e nel relativo INVITO che consiglia una moratoria nella pubblicazione dei cataloghi, una pausa di riflessione e di lavoro, da utilizzare per rimettere ordine e fare chiarezza nella jungla delle quotazioni.
Tra le maggiori discrasie identificate nell’attuale situazione, viene infatti evidenziata l’abnorme differenza tra prezzo di catalogo e prezzo reale di mercato, che finisce per scoraggiare, disorientare e sostanzialmente per danneggiare il collezionista.
Pubblichiamo di seguito il testo del Comunicato stampa diramato, il PARERE espresso ed il relativo INVITO.
Comunicato: Inadeguatezza dei cataloghi filatelici italiani e irrazionalità delle quotazioni in essi indicate in quanto avulse dal mercato
Concluse positivamente tutte le procedure previste dallo Statuto, che hanno comportato l’elaborazione progressiva collettiva, e quindi la totale e qualificata condivisione del testo e dei contenuti, da parte dei 102 Soci iscritti, sentito il parere dei Soci simpatizzanti, il Club della Filatelia d’Oro Italiana è pervenuto all’emissione del secondo PARERE e del relativo INVITO che si allegano al presente comunicato e che sono altresì visibili nel sito sociale www.clubfilateliaoro.it
Il parere ed il conseguente invito affrontano il tema più sentito dai collezionisti italiani di francobolli, ovvero il rapporto tra valore teorico espresso dal catalogo e prezzo reale di mercato, ormai notevolmente inferiore rispetto a quello indicato da tutti i cataloghi nazionali.
A fronte dell’assoluta confusione che tale situazione sta creando ormai da anni, ed alla constatazione che detto fenomeno non accenna a regredire, disorientando e quindi scoraggiando i collezionisti, il Club ha ritenuto doveroso esprimersi in merito a questo aspetto assolutamente centrale per il futuro della filatelia, emettendo uno specifico ed articolato invito conseguente alle argomentazioni sviluppare nel Parere.
Si è ritenuto necessario, a tutela del collezionismo e dei collezionisti, proporre agli operatori interessati una moratoria da dedicare alla ristrutturazione dei cataloghi che, a parere del Club, non potrà prescindere da un rimodellamento dei parametri che concorrono alla formazione del prezzo, riportando tutti i valori alla massima chiarezza e leggibilità, anche in relazione alla “qualità media” presa in considerazione.
Il Club si dichiara disponibile ad ogni fattiva collaborazione con gli operatori interessati ed in particolare con gli Editori di cataloghi e si augura che i destinatari di questo invito lo accolgano con lo stesso spirito costruttivo e di servizio con il quale è stato emanato.
Si confida nella sensibilità di tutte le componenti istituzionali del mondo filatelico, affinché nell’interesse generale e con l’obiettivo comune di proiettare la filatelia in un futuro di espansione e crescita, si possa procedere alla formulazione di cataloghi che costituiscano un valido strumento di sviluppo culturale del settore, attraverso un’esposizione concettualmente chiara e con la formulazione di prezzi rispondenti alla realtà di mercato.
Il Club della filatelia d’oro italiana auspica che queste iniziative possano concretizzarsi nel corso del prossimo anno, per rispondere tempestivamente ad un’esigenza di chiarezza molto sentita dai collezionisti ed indispensabile per lo sviluppo economico e sociale del collezionismo, la cui crescita è altresì sicura garanzia di prosperità delle Aziende e di tutte le componenti editoriali e commerciali.
PARERE SUI CATALOGHI FILATELICI ITALIANI
Inadeguatezza degli attuali cataloghi dei francobolli dell’area italiana
PREMESSA I cataloghi dei francobolli italiani, in edizione italiana, esistono fin dagli ultimi decenni del 1800 quando avevano prevalentemente una funzione di listino prezzi. Il tentativo di svincolare la catalogazione da interessi commerciali, il più importante avvenuto nel 1923 con il famoso “Catalogo della Vittoria”, non ha trovato realizzazione sostanziale.
INVITO CONSEGUENTE AL PARERE SUI CATALOGHI ITALIANI
Il Club della filatelia d’oro italiana INVITA:
GLI EDITORI DEI CATALOGHI DEI FRANCOBOLLI DELL’AREA ITALIANA a:
1. Astenersi per un anno dalla pubblicazione dei cataloghi (non pubblicare quindi l’edizione 2012 nell’anno 2011) e dedicare questo tempo ad una radicale revisione dei cataloghi stessi preceduta da un approfondimento attraverso una serie di lavori di gruppo che coinvolgano la AFIP, la FSFI e le principali Associazioni nazionali di collezionisti (il Club della filatelia d’oro italiana si dichiara fin d’ora disponibile a collaborare con una rappresentanza del suo Consiglio Direttivo) al fine di raccogliere le opinioni sui contenuti del catalogo, sulla impostazione del catalogo stesso, sulla percezione sostanziale delle attuali quotazioni, chiaramente fuori dalla realtà di mercato come ormai conclamato ed affermato da tutti gli addetti ai lavori.
2. Procedere ad una revisione delle quotazioni per riportarle alla realtà dei prezzi di mercato.
3. Ridurre la periodicità della pubblicazione dei cataloghi (biennale o, meglio ancora, triennale) fintanto che l’inflazione nazionale ufficiale sia inferiore al 5% annuo.
4. Specificare chiaramente se il catalogo da loro edito è inteso come “listino prezzi” dell’editore/commerciante dove le valutazioni sono l’effettivo prezzo di vendita ai collezionisti e la base per l’acquisto (a prezzo naturalmente inferiore – bene sarebbe indicare una percentuale orientativa) per i loro acquisti dai collezionisti oppure se il catalogo è inteso come rappresentazione/proiezione dei prezzi medi di mercato del periodo.
5. Basare le quotazioni su una qualità (quanto a centratura) “normale” (dandone una definizione semplice e comprensibile a tutti per ognuna delle principali categorie di francobolli in base al periodo di emissione ed ai sistemi di stampa dell’epoca) ed indicando una percentuale o un range di aumento (uguale per tutti i francobolli) per qualità “lusso” ed una percentuale o un range di riduzione per qualità “mediocre”. Si invita a precisare che i francobolli difettosi non hanno alcun valore economico: valore minimo possono averlo solo quei francobolli difettosi, ma molto rari (per questi dovrà valere solo la legge della domanda e dell’offerta).
Per la qualità del retro (linguellato o meno) le quotazioni dovrebbero essere per esemplari con linguella fino al 1944 (con indicazione della percentuale di incremento, uguale per tutti i francobolli del periodo, per gli esemplari senza linguella) e per esemplari senza linguella dal 1945 in poi (con indicazione della percentuale di decremento, uguale per tutti i francobolli del periodo, per gli esemplari linguellati). Si invita ad usare la stessa logica anche per le quotazioni delle varietà.
Solo per alcuni francobolli particolarmente rari le percentuali di aumento o decremento potrebbero essere segnalati a parte. Si invita inoltre vivamente ad istituire una valutazione per i francobolli nuovi senza gomma almeno fino al 1954 (potrà essere espressa anche come percentuale degli esemplari con gomma o percentuale degli esemplari usati).
6. Modificare la quotazione “su busta” riferendola esclusivamente alla quotazione del francobollo isolato che soddisfi la tariffa più comune (che dovrà però essere indicata). Si invita alla produzione di nuovi cataloghi di storia postale che tengano conto non solo della affrancatura, ma anche della tariffa e del periodo tariffario. Le quotazioni delle affrancature filateliche o buste primo giorno possono essere indicate con un elenco di tutte le emissioni a fine catalogo.
7. Togliere dal catalogo tutte le emissioni di cui non ci sia documentazione certa della approvazione della autorità competente nonché quelle che non hanno mai avuto uso postale effettivo (Corpo polacco, molti CLN, alcune occupazioni, ecc.) e quelle emissioni che non hanno nulla a che vedere con l’area italiana (regno di Libia, Somalia indipendente, ecc.).
8. Arricchire il catalogo con i dati e le quotazioni dei saggi e delle prove ufficiali dei francobolli.
LE CASE D’ASTA FILATELICHE a:
non indicare le quotazioni degli attuali cataloghi (almeno fino al loro auspicato ammodernamento) nei loro cataloghi d’asta, indicando invece un valore di stima che rappresenti la interpretazione del valore di mercato del momento da parte della casa d’asta: in alternativa non indicare alcuna valutazione e limitarsi ad indicare il valore di base d’asta.
I COMMERCIANTI FILATELICI a:
non indicare le quotazioni degli attuali cataloghi nelle loro offerte ai collezionisti, ma limitarsi al prezzo di vendita.
I COLLEZIONISTI a:
usare con estrema cautela le quotazioni indicate sugli attuali cataloghi dei francobolli dell’area italiana essendo riconosciuto ormai da tutti gli addetti ai lavori che non rappresentano, neanche lontanamente, i prezzi di mercato e contengono definizioni di qualità spesso improprie e/o incomprensibili.
