Nel 1516 Carlo V salì al trono di Spagna.

Anche la Sardegna, sotto il dominio spagnolo, se pur lontana, risentì degli eventi bellici di quel periodo, soprattutto della guerra fra Spagna e Francia (nel 1547 Sassari viene invasa e depredata dalle truppe francesi) e delle lotte di Carlo V contro i mori.

 

Fino al 1520 nell’Isola circolavano le monete dei precedenti re Aragonesi; da tale data (1520, anno in cui Carlo V eredita il titolo di Imperatore da Massimiliano d’Austria), venne coniata e iniziò a circolare tutta una serie monetale, che comprendeva per la prima volta nella storia della monetazione sarda, due nuove monete d’argento ed una in oro.

 

I due nuovi tagli di monete d’argento erano i 2 e i 3 reali, mentre, novità assoluta per la Sardegna, venne coniato lo scudo d’oro, che fu equiparato per tipo, peso e dimensioni, agli altri scudi d’oro circolanti.

 

Di ogni tipo monetale troviamo delle varianti, a volte numerose, secondo il tipo di moneta, a volte conosciute in pochi esemplari, a volte (per il momento) uniche come quella che qui trattiamo.

 

A causa della carenza di spiccioli, a Sassari vennero coniati due tipi di “Minuto”, che avevano corso solo in quella città e nel suo territorio.

 

E’ stato recentemente ritrovato un esemplare “inedito” che ora andiamo ad analizzare: il pezzo non è in buono stato di conservazione, ma ha ugualmente delle caratteristiche interessanti da esaminare; il suo peso di grammi 0,59 lo riporta nella normale media degli altri “minuti”. Il diametro di 11,2 mm, lo si può ancora definire “normale” data la notevole usura della moneta; sul retro abbiamo il solito castello con scritte non decifrabili (come la maggior parte degli esemplari di questo tipo di moneta). Al dritto abbiamo invece la novità dello scudo a cuore.

 

Il disegno dello scudo a cuore venne usato nella monetazione di Carlo V sul dritto di un mezzo minuto e di tre tipi di Minuto coniati nella città di Alghero, con caratteristiche però diverse dal minuto di Sassari. Innanzitutto cambia il rovescio, dove troviamo una croce, con differenti scritte al bordo che differenziano i tre tipi di minuto di Alghero; anche il diametro e il peso sono differenti, con pesi che vanno da g 0,45 a 1,98 e il diametro dai 16 ai 18 mm.

 

Con questa nuova moneta, siamo di fronte a un nuovo ed inedito tipo di minuto?

Magari coniato per primo e poi variato con lo scudo a losanga per meglio differenziarlo dal mezzo minuto di Alghero, moneta le cui caratteristiche sono: D. scudo a cuore; R croce; sia sul dritto che sul rovescio scritte mai leggibili; peso che varia da g 0,42 a 0,55; diametro che varia da 10 a 11 mm.

 

E se invece si trattasse dell’opera di un maldestro incisore, magari cacciato subito dopo un’esigua battitura? Forse, anche se ne dubito, siamo di fronte semplicemente ad un falso d’epoca, dove il falso “zecchiere” approntò un conio con disegni approssimati. Forse in futuro potrà arrivare una risposta a questo interrogativo, che si aggiunge ai tanti altri che avvolgono la monetazione sarda.

 

Riccardo Rossi

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