(Enzo Coniglio) La pratica di sgozzare l’agnello è e resta una pratica atavica di tempi passati che ancora oggi è presente in forma simbolica nella figura di Cristo come “agnello pasquale”. Una volta, in nome della religione si sgozzava un agnello; oggi può capitare di sgozzare una donna!
Avvertiamo un profondo senso di vomito e di ripulsa verso quei sistemi religiosi che ancora oggi permettono e giustificano simili barbarie. Ci riferiamo ai tre fratelli egiziani di religione cristiana copta, che hanno fisicamente sgozzato la sorella Salwa Adel di 28 anni e il figlioletto di cinque anni per essersi convertita all’Islam!
Ma facciamo un passo indietro e vediamo di capire meglio cosa sia successo.
La popolazione egiziana di 80 milioni di abitanti, è composta per il 10% da cristiani copti che non possono sposarsi con i musulmani a meno che non si convertano. Se un egiziano vuole sposare una ragazza copta, deve prima assicurarsi che si converta all’islam e che la conversione venga annotata sulla carta di identità. In Egitto sono numerosi i casi di donne egiziane copte che sono costrette con la forza a convertirsi all’Islam e a sposarsi con egiziani a tal punto da far registrare delle autentiche tragedie che spesso coinvolgono interi villaggi come abbiamo ricordato in un articolo pubblicato su Sicilia Informazioni nel marzo scorso in occasione del giorno della donna. Se una donna convertita all’Islam potesse e volesse ritornare liberamente alla sua religione iniziale, copta, non sarebbe più accettata dai suoi genitori e dalla comunità religiosa che l’ha scomunicata. Si ritroverebbe quindi condannata una seconda volta ad una vita allucinante! In questo contesto, va letto e compreso il caso in questione.
Nel 2005, Salwa Adel di 22 anni, abitante nella città di di Asyut nell’alto Egitto – città di 400.000 abitanti con la più alta concentrazione di popolazione copta – fugge di casa (o è rapita?), si converte all’Islam e sposa al Cairo un giovane musulmano. Riesce a far perdere le sue tracce ma i tre fratelli continuano a cercarla. Intanto Salwa è diventata mamma di un bambino di cinque anni e di una bimba di tre.
In questi giorni, i tre fratelli di Salwa sono riusciti a raggiungerla nella casa dove viveva alla periferia del Cairo e l’hanno sgozzata insieme al figlio. Hanno cercato di sgozzare anche la figlioletta e il marito ma senza successo. Dinanzi al tribunale, i tre fratelli si sono detti soddisfatti per aver potuto lavare l’onta con il sangue, come riferiscono gli organi di stampa egiziani!
Ma non è finita. Ieri, 5.000 fedeli musulmani estremisti della setta dei Salafiti, hanno manifestato davanti ada una Moschea di Alessandria contro l’uccisione di Salwa, minacciando di vendicare la “musulmana uccisa” e con lei, “le persecuzioni contro i musulnani”. Si tratta degli stessi Salafiti che sono sospettati dell’uccisione del nostro Vittorio Arrigoni nella striscia di Gaza e di cui è stato celebrato oggi il funerale nel piccolo paese di Bulciago in Brianza da Mons. Hilarion Capucci, Vescovo di Gerusalemme.
Povertà, ignoranza, superstizione, fanatismo religioso, dittatura e oppressione politica sono il vero flagello di cui i giovani cugini medio orientali stanno cercando di liberarsi rischiando la loro vita se necessario e così uscire dal medio evo presente che noi, cosiddetti cittadini civili e cristiani dell’occidente, abbiamo non solo tollerato ma abbondantemente utilizzato perchè funzionale al nostro sistema economico. Vittorio Arrigoni ha capito, si è ribellato al quieto vivere e ha pagato con la vita il suo impegno umano, politico e cristiano.
Noi quando iinizieremo ad uscire dal nostro torpore immorale e decideremo di dare una solida spallata all’immagine irreale e irresponsabile di una donna ridotta a tette,culi e gambe negli show televisivi e nel comportamento di un Premier orgogliosamente donnaiolo che tutto il mondo ci invidia?
Anche così si sgozzano moralmente quelle che sono le nostre madri e le nostre figlie.
