Alessio Ferlazzo

L’ambasciata americana a Sana’a ha chiuso le porte al pubblico, facendo riferimento alle ”minacce di al Qaida nella Penisola araba (Aqpa) di attaccare gli interessi americani in Yemen”. E’ quanto si legge sul sito della sede diplomatica.

L’ambasciata, si legge ancora sul sito, ricorda ai cittadini americani di mantenere alta la vigilanza e di aumentare l’attenzione per la sicurezza.

Intanto, l’ufficio del premier britannico Gordon Brown ha annunciato che Stati Uniti e Gran Bretagna finanzieranno congiuntamente un’unità di polizia antiterrorismo nello Yemen, nell’ambito degli sforzi intrapresi per sostenere la lotta contro il terrorismo nel Paese da cui al Qaida ha lanciato la sua nuova guerra contro l’Occidente. Washington e Londra hanno infatti deciso di intensificare la loro azione congiunta per affrontare "la minaccia terroristica emergente" proveniente da Yemen e Somalia.

L’annuncio del premier britannico arriva all’indomani delle accuse dirette da Obama contro il ramo yemenita di Al Qaida per il fallito attentato di Natale contro il volo Amsterdam-Detroit, condotto dal giovane nigeriano Umar Farouk Abdulmutallab – con un passato di studi a Londra – e all’indomani della visita a Sanaa del generale americano David Petraeus, capo del Centcom, che nei giorni scorsi ha promesso il raddoppio dei fondi destinati allo Yemen per le attività di antiterrorismo (nel 2009 la cifra è stata di 67 milioni di dollari).