(Marina Perna) Giallo e ‘suspense’ per Philomene Cicala: dopo quasi tre mesi nelle mani – insieme al marito Sergio – dei terroristi dell’Aqmi, l’Al Qaida per il Maghreb, la sua liberazioni questa mattina sembrava imminente. Addirittura già avvenuta. Ma poi è arrivato il dietrofront: è ancora prigioniera dei sequestratori, nonostante continuino le trattative per il suo rilascio. Ma anche per quello del marito con il quale era stata rapita in Mauritania il 18 dicembre scorso mentre la coppia era diretta in Burkina Faso, paese d’origine della donna.
E’ invece libera Alicia Gamez, una dei tre cooperanti spagnoli finiti insieme agli italiani ed al francese Pierre Camatte (liberato qualche settimana fa) nelle mani dell’Aqmi. Il rimbalzare delle notizie da Bamako, la capitale del Mali dove i sequestratori terrebbero in ostaggio gli europei, è iniziata nelle prime ore della mattina. In un crescendo di attesa e di speranza culminata nell’annuncio – da parte di una fonte diplomatica – del rilascio delle due donne, Philomene e la spagnola. Ma, poco dopo, mentre il vicepremier spagnolo confermava la liberazione della sua connazionale dal Burkina Faso – dove oggi è in missione l’inviato speciale del ministro Frattini per le emergenze umanitarie, Margherita Boniver – fonti vicine alla presidenza smentivano la liberazione di Philomene: "é ancora prigioniera". Così come confermato poi anche dalla stessa fonte diplomatica che inizialmente aveva annunciato la liberazione: "c’é molta confusione qui" ha detto spiegando che le due donne erano in mano di gruppi diversi, con "diverse richieste". La Farnesina mantiene – come è consuetudine in questi caso – il più stretto riserbo ed il ‘silenzio stampa’: "non ho mai cambiato la linea del silenzio totale, fino a quando i nostri ostaggi non torneranno in Italia", ha spiegato oggi Frattini. La Boniver che oggi ha incontrato anche il presidente del Burkina Faso, Blaise Compaoré, punta sulla capacità di mediazione del paese: "Il presidente ha ottime e dimostrate doti negoziali" e "puntiamo su questa collaborazione per risolvere un caso così difficile. Il Burkina Faso ha un governo amico dell’Italia", ha spiegato l’inviata italiana. Il sequestro degli europei si trascina ormai da mesi: da fine novembre nel caso dei cooperanti spagnoli (così come del francese già rilasciato), dal 18 dicembre in quello della coppia italiana. Per Sergio Cicala era stato fissato un ultimatum, scaduto il primo marzo prossimo e prorogato al 25 marzo prossimo. P
er lui – secondo quanto reso noto il 6 febbraio quando fu diramato l’ultimatum dove però la moglie non era citata – si chiedeva in cambio la liberazione di alcuni componenti dell’Aqmi, detenuti in Mali e Mauritania. Per i negoziatori il compito non è facile: mentre il Mali ha già trovato una soluzione per liberare i detenuti richiesti da un altro ultimatum, quello per Camatte, la Mauritania è ferma nelle sua linea dura di non dare concessioni ai terroristi. La spagnola Alicia Gamez, 39 anni, liberata oggi è già rientrata in Spagna: "siamo stati trattati bene e con rispetto, nei limiti imposti dalle condizioni molto dure di vita nel deserto", ha detto spiegando di essere "molto contenta di essere di ritorno a casa, ma la mia felicità sarà completa quando torneranno i miei due compagni" . La Gamez ha riferito che i due compagni di prigionia, Roque Pascual e Albert Vilalta, "stanno bene".
