Salvatore D'Anna

La procedura d’insolvenza di Tirrenia rischia di aggravare la situazione di Siremar, l’azienda controllata dalla compagnia di navigazione, che gestisce i collegamenti dalla Sicilia. Le casse della società, infatti, sarebbero vuote e l’azienda non riuscirebbe a ottenere liquidità dalle banche mentre anche i fornitori starebbero chiudendo i rubinetti. Di questo si sarebbe discusso oggi a Palermo durante un briefing societario alla presenza dell’amministratore unico di Siremar e commissario straordinario di Tirrenia, Giancarlo D’Andrea. La riunione è durata circa 4 ore, poi il commissario è ripartito. Alla Siremar, secondo fonti vicine all’azienda, vige una totale situazione di incertezza e di disagio.

 

C’é chi sostiene che a breve la società non sarà più in grado di rifornire di carburante le navi e chi spera in una proroga della convenzione con lo Stato, in scadenza il 30 settembre ma in questo caso la palla è in mano a Bruxelles. Nei prossimi giorni è in programma un nuovo summit a Palermo del commissario di Tirrenia che comunque avrebbe assicurato, ancora una volta, la salvaguardia delle attività e dei posti di lavoro. Per il 2010, Siremar ha ricevuto dallo Stato circa 55 mln di euro, 20 milioni in meno rispetto al 2009, quando nelle casse della compagnia arrivarono 75 milioni. Intanto il fronte sindacale sembra sempre più spaccato, alla luce delle posizioni di Filt-Cgil e Fit-Cisl che si sono dissociate dallo sciopero proclamato dalla Uiltrasporti per il 30 e 31 agosto. Mentre dalla Siremar fanno sapere che è più di una ipotesi l’eventuale precettazione del personale nel giorno dello sciopero, Filt e Fit aspettano la convocazione da parte di Palazzo Chigi, che dovrebbe arrivare entro la prossima settimana.