Salvatore D'Anna

Fintecna ha aggiudicato a Mediterranea holding la gara per la privatizzazione di Tirrenia e della controllata siciliana Siremar. Lo dichiarano fonti sindacali. Nei giorni scorsi Mediterranea ha annunciato di aver alzato da 10 a 25 milioni di euro, più l’assunzione del debito, la propria offerta per Tirrenia.

 

"All’insegna delle migliori tradizioni sulla buone relazioni industriali e dopo un interminabile ed assordante silenzio, Fintecna ci fa sapere attraverso una nota di agenzia di aver deciso di aggiudicare la gara per la privatizzazione di Tirrenia e Siremar alla Mediterranea Holding". Così il segretario generale della Uiltrasporti, Giuseppe Caronia. Il dirigente sindacale auspica che "oltre alle questioni di carattere finanziario che evidentemente sono state superate, salvo verifica di chi ne ha titolo, anche le richieste del sindacato circa le garanzie occupazionali e contrattuali dei lavoratori siano state accolte". "Ci aspettiamo – aggiunge in una nota – adesso una immediata convocazione di Mediterranea Holding e del Governo il quale si dovrà far garante degli impegni che auspichiamo verranno formalizzati sulle materie che riguardano il lavoro e che ci venga sottoposto il piano industriale per le opportune valutazioni". Ma il primo atto "che chiediamo ai nuovi proprietari di Tirrenia e Siremar, con i quali ci congratuliamo, é un atto di chiarezza. Ci venga precisata quale è la posizione dell’azienda sugli organici: quella dell’azionista pubblico, che ci ha rassicurato sul mantenimento degli attuali, o quella dell’amministratore delegato che ha preannunciato 540 esuberi".

 

Per il segretario nazionale dell’Ugl Mare, Pasquale Mennella, "é positivo che la gara per la privatizzazione di Tirrenia sia andata a buon fine, come abbiamo sempre auspicato, soprattutto per i lavoratori del Gruppo in attesa di risposte sul loro futuro da fin troppo tempo". Mennella chiede "al Governo una convocazione a breve delle parti sociali per discutere concretamente, insieme alla nuova proprietà, sul piano industriale, con cui dare seguito agli impegni in merito alla tutela occupazionale e contrattuale". "Inoltre – aggiunge il sindacalista – occorre superare anche la fase di stallo in cui si trovano le gare delle società regionali marittime le quali, ad eccezione di Toremar, sono ancora ai nastri di partenza, mentre si avvicina la scadenza del 30 settembre per la presentazione delle offerte con il rischio di produrre effetti dannosi sull’occupazione e sulla continuità territoriale per gli abitanti delle isole minori".

 

"E’ indispensabile da parte del Governo la convocazione immediata di un tavolo di confronto con Mediterranea Holding". E’ quanto chiede il segretario generale della Filt Cgil, Franco Nasso, sottolineando: "dopo la lunga attesa e le incertezze legate alla privatizzazione di Tirrenia, apprendiamo dalla stampa la notizia dell’aggiudicazione della gara per la privatizzazione di Tirrenia e Siremar a Mediterranea Holding". "Ora vogliamo conoscere il piano industriale – spiega il numero uno della Filt – e verificare le garanzie occupazionali e contrattuali e quelle sulla continuità dell’attività e dei servizi della compagnia per tutto il periodo della convenzione, auspicando che il tavolo di confronto faccia finalmente chiarezza sulle illazioni e sulle notizie contraddittorie relative a esuberi e garanzie contrattuali, fatte circolare nei giorni scorsi da alcuni componenti della cordata Mediterranea Holding". "Per il sindacato – conclude il segretario generale della Filt Cgil – sono in ogni caso da confermare gli impegni assunti dal ministro sull’occupazione e sulla continuità contrattuale dei lavoratori di Tirrenia".

 

"Il Governo deve pretendere garanzie certe per i lavoratori". E’ quanto chiede Gianni Pagliarini, responsabile Lavoro del Pdci-FdS, a commento dell’annunciata privatizzazione di Tirrenia e Siremar alla Mediterranea Holding. "Nessun posto di lavoro deve essere messo a rischio dall’operazione – sottolinea – Pensare di fare cassa o di siglare operazioni finanziarie senza tutele e certezze per i lavoratori significa solo ingrassare la pancia dei soliti noti e mettere sul lastrico intere famiglie: conoscere il piano industriale e fissare paletti occupazionali oltre i quali non si può andare è compito di un governo serio".