In tempi di crisi, si sa si rinuncia alle spese meno urgenti e gli italiani lo hanno fatto
rinunciando a ristrutturazioni e beni durevoli.
Ma anche comprimendo acquisti di vestiti, alcolici, tabacchi e facendo a meno del ristorante o del bar: lo dice un Rapporto Confcommercio sui consumi in Italia negli ultimi 40 anni con focus sul 2008-2009. L’anno scorso la spesa delle famiglie e’ scesa dell’1,8%,ma del 2,7% per alberghi e ristoranti, del 3,8% per il vestiario e del 7,9% per ristrutturazioni.
La Confcommercio in particolare segnala come negli ultimi 40 anni ci sia stata una crescita consistente delle ”spese obbligate” come affitti, utenze domestiche, servizi bancari e assicurativi, passate da una quota del 18,9% sul totale dei consumi del 1970 ad oltre il 30% nel 2008.
Per l’abitazione in particolare l’associazione dei commercianti sottolinea come l’aumento della spesa ”pro capite” dipenda dal fatto che le famiglie siano composte da meno persone e quindi abbiano un consumo domestico per ognuno piu’ alto a causa delle minori economie di scala. Negli ultimi 40 anni c’e’ anche un aumento consistente per la spesa sanitaria (dall’1,2% al 4,2% del totale) dovuto all’invecchiamento della popolazione.
