Se i comuni della Valle D’Aosta sono quelli con la quota maggiore di spesa per investimenti pari a 1.054 euro pro capite, la Sicilia nel 2009 è risultata la regione con la spesa più bassa del paese: appena 137 euro pro capite. Il dato emerge dall’ultima relazione generale sulla situazione economica del paese, pubblicata dal Ministero delle Finanze. Nel 2009 la spesa in termini procapite erogata dagli enti locali nel Mezzogiorno, pari a 281 milioni, è risultata inferiore alla media nazionale, a quota a 298 milioni. La spesa per investimenti diretti procapite è intorno a 256 euro per i comuni e 42 euro per le Province. Esiste, tuttavia, una forte variabilità a livello territoriale, con valori che nel Nord-Ovest hanno toccato rispettivamente 245 e 37 euro, nel Nord-Est 304 e 48 euro, nel Mezzogiorno 239 e 41 euro e nel Centro 255 e 44 euro. A livello provinciale, i maggiori investimenti per abitante si evidenziano in Molise e Basilicata, con livelli di spesa rispettivamente di 99 e 89 euro, mentre quelli più modesti si registrano in Sicilia e nel Lazio: 19 e 29 euro.
Su 2,6 miliardi d’investimenti approvati tra il 2000 e il 2006 attraverso la stipula di 15 contratti di programma (893,8 milioni di fondi pubblici), in Sicilia al 31 dicembre del 2009 la cifra effettivamente erogata é pari a 16,6 milioni, appena lo 0,7%. Rispetto alla somma complessiva di 2,6 miliardi, la più alta in Italia definita con lo strumento del contratto di programma (in Campania a fronte di 20 contratti lo stanziamento è di ,165 miliardi), a fine 2008 gli investimenti effettuati nell’isola sono stati 14,6 milioni di euro, mentre nel solo 2009 sono stati accreditati 2 milioni di euro. Più della Sicilia hanno ricevuto in valori assoluti, lo scorso anno, la Calabria (13 mln), il Piemonte (10,8 mln), la Campania (11,7 mln), l’Abruzzo (9,5 mln), la Sardegna (8,4 mln), la Toscana (6,2 mln) e l’Emilia Romagna (3,8 mln). Con la piena attuazione dei contratti di programma si stima la creazione nell’isola di 3.791 posti di lavoro. Al momento la Sicilia, tra le regioni del Sud, è qualle che ha ricevuto meno finanziamenti rispetto alle previsioni.
