Roberto Rizzuto

La Fiat ha presentato il ricorso contro il reintegro dei tre operai dello stabilimento di Melfi, deciso dal giudice del lavoro lo scorso 9 agosto, dopo che l’azienda li aveva licenziati a meta’ luglio. Il ricorso – secondo quanto l’ANSA e’ in grado di anticipare – e’ contenuto in 53 pagine ed e’ stato depositato presso il Tribunale di Melfi.

Il ricorso e’ stato depositato dai legali della Fiat, gli avvocati Bruno Amendolito, Francesco Amendolito, Maria Di Biase, Grazia Fazio, del Foro di Bari e Diego Dirutigliano e Luca Ropolo, del Foro di Torino. L’atto e’ stato presentato in opposizione – ai sensi dell’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori in tema di condotta antisindacale – al decreto emesso dal giudice del lavoro Emilio Minio, lo scorso 9 agosto, con cui lo stesso ha reintegrato i lavoratori della Fiat di Melfi – Antonio Lamorte, Giovanni Barozzino (entrambi delegati Fiom) e Marco Pignatelli – dichiarando la condotta antisindacale della Fiat nei confronti della Fiom-Cgil. Nel ricorso la Fiat rileva una serie di motivi di censura al decreto del giudice ed in particolare lamenta una ”palese ed errata” interpretazione delle risultanze istruttorie che avrebbe operato il giudice stesso nella prima fase del giudizio. Quadro istruttorio dal quale emerge, in sintesi – secondo il Lingotto – la ”palese responsabilita”’ dei lavoratori nell’aver operato il blocco della produzione e nell’aver impedito ai lavoratori non scioperanti, circa 1.750, a fronte di 50 scioperanti l’esercizio del diritto del lavoro.
 
MOTIVAZIONI AZIENDA; IMPEDITO A NON SCIOPERANTI DIRITTO LAVORO – Nelle 53 pagine del ricorso depositato presso il Tribunale di Melfi in opposizione al decreto di reintegro del giudice del lavoro Emilio Minio, la  Fiat rileva una serie di motivi di censura ed in particolare sostiene come dal quadro istruttorio emerga – in sintesi – la ”palese responsabilita”’ dei lavoratori nell’aver operato il blocco della produzione e nell’aver impedito ai lavoratori non scioperanti (circa 1.750), a fronte di 50 scioperanti, l’esercizio del diritto al lavoro. Il riferimento e’ al corteo interno di inizio luglio ed al blocco del carrello robotizzato che riforniva le linee di montaggio, al quale fecero seguito i licenziamenti dell’azienda.
 
FISSATA AL 6 OTTOBRE UDIENZA RICORSO AZIENDA – Il giudice del lavoro del Tribunale di Melfi (Potenza), Amerigo Palma, a seguito del deposito del ricorso presentato dal Lingotto contro il reintegro dei tre operai dello stabilimento di Melfi, ha fissato al 6 ottobre prossimo la data della prima udienza del procedimento di opposizione.