Salvatore D'Anna

Sul tema degli incentivi all’auto e del futuro dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, crede che si debba "distinguere un sostegno all’economia, a tutti i settori in sofferenza, dal problema di uno stabilimento produttivo, e ovviamente parliamo di Termini Imerese, che non è efficiente per motivi di vario tipo". Marcegaglia, a margine di un convegno sul turismo, aggiunge che "legare i due problemi è complesso e non risolve niente". Per la presidente di Confindustria "il problema serio non è tenere in piedi stabilimenti non efficienti, ma reimpiegare le persone che rischiano di perdere il posto di lavoro: su questo serve l’impegno di Fiat, e l’ha dato, nostro e del governo".

Commentando l’intervista rilasciata dall’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, a ‘La Stampa’ in edicola oggi, Marcegaglia ha poi detto: "La posizione di Marchionne è una richiesta di stabilità e certezza" sugli incentivi, "e su questo c’é una trattativa in corso".

 

"Sul tavolo dell’incontro di domani c’é il futuro di Termini Imerese, di migliaia di famiglie e dello stesso tessuto industriale siciliano. Ma anche il credito che un’azienda come Fiat ha nei confronti della società e la capacità del governo Berlusconi di usare tutti gli strumenti a disposizione per riportare il Lingotto nel solco della responsabilità". Lo dice Sergio D’Antoni, vicepresidente commissione Finanze della Camera. "Spiace dirlo – prosegue – ma finora si è visto troppo poco da parte dell’esecutivo, annunci a parte. Dopo decenni di sostegno pubblico Fiat non può pensare di smantellare uno dei più importanti poli industriali del Mezzogiorno appellandosi esclusivamente a logiche di mercato. Marchionne non può sottrarsi dalle proprie responsabilità sociali. Perché ciò accada serve maggiore decisione e più chiarezza da parte del governo. La strada da seguire è quella indicata dal contratto di programma siglato dal governo Prodi, con cui Stato e Lingotto investivano sullo stabilimento impegnandosi a rilanciarne la produttività ed eliminando le diseconomie industriali e infrastrutturali. Una cosa deve essere chiara: non sono accettabili accordi al ribasso. Fiat deve rimanere a Termini Imerese e deve continuare a produrre automobili. E’ l’unica prospettiva in grado di assicurare un futuro di occupazione e di limpido sviluppo alla Sicilia in questa drammatica fase di crisi".