(Blasco Da Castiglione) Nella prima parte del precedente articolo ci si chiedeva come mai gli stati europei sono diventati schiavi dei mercati.
La risposta è apparentemente semplice: visto che lo stato chiede soldi in prestito proprio ai mercati, loro lo tengono in pugno.Bisogna quindi trattarli bene accontentarli e risultare“credibili”.
Il punto però è che i soldi in prestito ai mercati siamo costretti a chiederli solo da quando abbiamo adottato l’euro come moneta unica, cioè da quando abbiamo perso la cosiddetta “sovranità monetaria”.
Tutti noi sappiamo che lo stato è in crisi perché ha un grande debito pubblico, che va tenuto sotto controllo e che si deve stare attenti a quanto si spende per fare quadrare i conti.
Questi ai giorni nostri sono diventati assunti universalmente riconosciuti e che la spesa a debito sia un cancro da estirpare è divenuto un assioma che nessuno può permettersi di mettere in dubbio.
Non è sempre stato cosi!si è arrivati a questo punto grazie ad una serie di azioni durate decenni, atte a radicare ovunque questi convincimenti.
Dal dopoguerra in avanti in tutto l’occidente, hanno cominciato a diffondersi particolari scuole di pensiero politico ed economico culminate a partire dagli anni sessanta settanta con le teorie di Milton Friedman e Carl Brunner, nelle quali veniva veicolata l’idea che lo spendere soldi di uno stato con il meccanismo del debito fosse una cosa profondamente sbagliata, che avrebbe inevitabilmente portato al fallimento e alla miseria di una nazione a causa dell‘inflazione. Quelle che oggi sono le teorie economiche prevalenti in Europa, fino agli anni sessanta – settanta risultavano largamente minoritarie.
Eravamo in un periodo storico in cui le nazioni europee vivevano un vero e proprio boom economico nel quale lo stato con le sue aziende la faceva da padrone, trascinando anche l’imprenditoria privata in una grande spinta propulsiva ma nel quale la grande finanza speculativa recitava un ruolo marginale e non poteva determinare le scelte economiche se non in una misura limitatissima.
All’inizio degli anni novanta il paese in Europa che più di altri aveva sfruttato la spesa a debito era l’Italia, una nazione che pur avendo perso la guerra, si trovava ad essere la quinta potenza economica al mondo anche se il suo era il secondo debito pubblico in ordine di grandezza.
Nelle altre nazioni europee intanto, pur continuando a spendere soldi attraverso il meccanismo del debito, si cominciavano a vedere i primi interventi di controllo;le teorie per cosi dire “friedmaniane” stavano via via prendendo piede e ci si sforzava di limitare la crescita del debito, al contrario dell’Italia, in cui il nuovo verbo faticava ad attecchire a causa di una classe politica riottosa e incontrollabile.
Lo stato continuava a stampare moneta eppure stranamente, per qualche misteriosa ragione, l’inflazione, pur alta in certi periodi, non aumentava mai a livelli insostenibili, limitata per altro da una crescita economica garantita anche attraverso le cosiddette svalutazioni competitive che allora sembravano le uniche tecniche possibili ( ma cosi non è, come vedremo prossimamente).
Si arriva cosi,scusate l’estremità della sintesi,alla situazione odierna, nella quale la stessa banca centrale europea si dichiara apertamente ispirata dal pensiero di Friedman e compagni.
Ma quali sono le principali tesi che tentano di dimostrare, oggi come allora ,che la spesa a debito è un cancro da estirpare?
La prima : lo stampare soldi di uno stato per sopperire alle proprie esigenze porta all’innalzamento dell’inflazione, facendo perdere potere d’acquisto al denaro e quindi ai salari dei cittadini ,creando situazioni simili alla repubblica di Weimar. FALSO!
La seconda : uno stato spende come una casalinga ovvero, se non ha abbastanza soldi e compra a debito, prima o poi fallirà e gli verrà pignorato ogni suo avere. FALSO!
La terza: il debito pubblico si deve prima o poi ripagare.FALSISSIMO! è vero purtroppo solo per le nazioni che hanno adottato l’euro.
La quarta : gli interessi sul debito si devono pagare sottraendo risorse ai cittadini tramite le tasse.FALSO! è diventato vero da soli 10 anni a causa dell’euro.
E’stato grazie a questa serie di bugie che si cominciò ad avvertire il bisogno di un sistema monetario che potesse risolvere questi cosiddetti problemi, un sistema cioè che scoraggiasse i singoli stati ad arricchire la propria economia e i propri cittadini attraverso il debito pubblico.
ARRICCHIRE I PROPRI CITTADINI ATTRAVERSO IL DEBITO PUBBLICO???? Sorprendente?
Vi suona come una bestemmia vero?
Invece no! è una cosa normalissima che spiegheremo nei suoi caratteri generali con il prossimo articolo ma che approfondiremo in seguito nei prossimi lavori non prima però di aver descritto con precisione il poco conosciuto e diabolico meccanismo alla base del funzionamento dell’euro.
Continua ………
