Nel Mezzogiorno c’è un legame "molto stretto" tra il ricorso al sommerso e l’uso dei contratti atipici ed il costo del lavoro, con il "caso limite" della Calabria. E’ il risultato dello studio sulle imprese del Sud negli anni 2000-2005 pubblicato sull’ultimo numero della Rivista economica del Mezzogiorno, trimestrale della Svimez. Quanto al costo del lavoro, con valori dei relativi indici compresi tra 16,4 (Puglia) e 26,9 (Calabria) tutte le regioni del Sud sono segnate da alti tassi di irregolarità nel lavoro e da un costo del lavoro decisamente più alto della media nazionale (ferma a 12,5). Alto costo del lavoro ma basso tasso di irregolarità si riscontrano, invece, in Friuli Venezia Giulia, Lazio, Umbria, Trentino, Abruzzo; mentre Marche, Piemonte, Toscana, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Liguria, Val d’Aosta registrano bassa diffusione del sommerso ed un costo del lavoro più basso della media nazionale. Tra le regioni del Sud la situazione più critica è in Calabria. Anche rispetto alla flessibilità, le regioni del sud si piazzano in testa per il più alto ricorso al lavoro nero.
Lavoro, l’allarme della Svimez “Al Sud costi più alti e più sommerso”
16 febbraio 2010 - 15:25
Roberto Rizzuto
