Roberto Rizzuto

La crisi economica in corso non risparmia nemmeno le associazioni dei consumatori italiani. Nei bilanci relativi al 2010, alla voce “Finanziamenti pubblici statali per progetti”, infatti, le sigle di settore dovranno annotare un preoccupante “zero euro”. Le multe comminate dall’Antitrust e dall’Autorità per l’energia, dalle quali le associazioni hanno ricavato 47,7 milioni di euro, nel periodo 2003-2007, non rappresentano più una fucina da cui attingere. Nella Finanziaria 2010 il ministro Tremonti ha stornato i proventi delle sanzioni a favore della copertura di eventi emergenziali.  Le ultime risorse, assegnate sempre a partire dalle multe, rimangono dunque quelle del 2008 per l’anno successivo. Una vera e propria stangata per le 17 sigle riconosciute dal Consiglio nazionale consumatori e utenti, che dovranno d’ora in avanti misurarsi con l’assenza di fondi pubblici statali.

La parte più consistente di tali risorse, fino allo scorso anno, era costituita dai 14 milioni, assicurati a regioni e province autonome, con i quali si provvedeva a sostenere interventi svolti dalle medesime associazioni a livello locale. Un’altra fetta da 4,5 milioni veniva poi assegnata, attraverso il Cncu, alle 17 associazioni riconosciute, con riferimento a progetti specifici.

Analizzando la distribuzione regione per regione di questi 14 milioni salta subito all’occhio come, ad essere maggiormente penalizzata dalla scelta del governo, sia l’area del Mezzogiorno. Eccezion fatta per la Lombardia, che occupa il gradino più alto del podio con poco più di due milioni di euro, le regioni più colpite sono tutte del centro-sud: in testa la Campania (1,4 milioni); seguono Sicilia (1,2), Lazio (1,1) e Puglia (un milione).

Ma come faranno a sopravvivere le associazioni dei consumatori senza poter contare su queste cospicue risorse? Per Rosario Trefiletti, di Federconsumatori, non c’è tutto sommato da preoccuparsi: “Noi viviamo bene – dice – Non stiamo mica ad aspettare i soldi delle multe dell’Antitrust. Abbiamo moltissimi iscritti e poi siamo finanziati dai cittadini anche con il 5 per mille. Facciamo inoltre tantissime conciliazioni ogni anno, migliaia. Insomma, ce la faremo lo stesso”. Diversa la reazione di Paolo Landi, segretario generale di Adiconsum, che sottolinea come “in tutta Europa sia lo Stato a sostenere le associazioni dei consumatori, perché le ritiene un elemento di equilibrio del mercato. Da noi – protesta – si tagliano invece anche quei pochi contributi che c’erano. È inammissibile”.