Rosario Cauchi

Lo scorso marzo, sia il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che il ministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti si erano schierati in favore della nascita della Banca del Sud, finalizzata all’incremento degli investimenti nel meridione. L’accantonamento del progetto conduce, adesso, a parlare della riattivazione, allo stesso scopo, della Cassa del Mezzogiorno.

 

Una creatura protagonista della più recente storia italiana, potrebbe nuovamente farsi spazio. L’ammissione giunge da Giuseppe Acocella, vicepresidente del Cnel. “Oggi – dice l’esponente del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro – sarebbe necessaria una nuova Cassa del Mezzogiorno”.

 

L’idea si fonda sull’esigenza, indicata più volte da Tremonti e accolta dallo stesso Acocella, di elaborare un sistema virtuoso di intervento straordinario in favore del sud. “Anche io-afferma Acocella-ho creduto nella fine dell’intervento emergenziale, il sud si è modernizzato ma purtroppo non ha ancora una vera e propria struttura produttiva”.

 

La soluzione al problema starebbe, dunque, nella rinascita della Cassa del Mezzogiorno, “unico veicolo-per il vicepresidente del Cnel- per evitare sprechi ed inefficienze”.

 

Il progetto era stato paventato, praticamente un anno fa, da Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti e Claudio Scajola, allora titolare del dicastero dello Sviluppo Economico.

 

Lo stesso Ministro dell’Economia, aveva dichiarato che “la situazione del sud, per molteplici cause, è drammatica, e non può essere gestita con gli strumenti attuali”.

 

Acocella, così, prendendo la palla al balzo, conclude descrivendo una priorità, “la ripresa di una legislazione speciale per il sud, anche attraverso la riattivazione della struttura della Cassa del Mezzogiorno”.