"La vertenza della Fiat ha assunto dimensioni nazionali. Dopodomani parteciperemo al tavolo tecnico con un unico obiettivo: spingere Fiat a restare in Sicilia". Lo ha detto il segretario provinciale della Uilm, Vincenzo Comella, parlando ai lavoratori Fiat di Termini Imerese davanti ai cancelli della fabbrica nel giorno della manifestazione di protesta. "Sino ad oggi Fiat ha avuto la responsabilità di gestire lo stabilimento siciliano. – ha aggiunto – Deve continuare a farlo privilegiando la produzione di auto. Siamo comunque disponibili a valutare altre produzioni, ma deve essere solo Fiat a indicare la strada da seguire".
Sull’argomento è intervenuto anche Claudio Barone, segretario regionale della Uil: "Fiat ha gestito l’impianto per quarant’anni e deve continuare a farlo. Lo stabilimento ha tutte le condizioni logistiche per andare avanti: ha il porto, lo svincolo autostradale, le ferrovie. Per non parlare dei finanziamenti messi a disposizione per migliorare le infrastrutture". "Con l’impegno di Fiat – ha concluso Barone – questo stabilimento può diventare veramente competitivo. Chiuderlo significa avviare la desertificazione industriale ed é inaccettabile. Il governo deve essere più autorevole. Non può assumere solo una figura di moderatore".
