Elena Sorci

Scontro sulla Fiat tra Italia e Unione europea. Dopo le dichiarazioni del vicepresidente della Commissione e responsabile dell’Industria Ue Guenter Verheugen (che in un’intervista all’emittente radiofonica pubblica bavarese Bayerischer Rundfunk si è chiesto ”dove prenderà i soldi” l’azienda torinese per condurre in porto l’operazione Chrysler e Opel?) è arrivata la reazione del ministero degli Esteri. Franco Frattini, giudica ”interferenze inaccettabili” le dichiarazioni del vice presidente della Commissione europea. In una nota della Farnesina il ministro ricorda che sulle questioni di carattere economico-industriale valgono le regole uguali per tutti del mercato unico e della concorrenza. Le parole di Verheugen – si sottolinea nella nota- costituiscono "un’interferenza nelle scelte industriali di soggetti privati, tanto più inaccettabile in quanto una delle aziende in questione è della stessa nazionalità del vice presidente della Commissione" (la tedesca Opel, ndr).

 

 

"La Commissione – ricorda il capo della diplomazia italiana – è custode dei Trattati e non si può comprendere, dunque, la motivazione né il fondamento di tali improprie dichiarazioni, che spero il presidente della Commissione vorrà smentire". Una nota, quella di Frattini, che arriva dopo un botta e risposta tra Torino e Bruxelles. Nell’intervista Verheugen non si è solo interrogato sul dove la casa automobilistica italiana reperirà i soldi ma si è spinto oltre dicendo anche di provare un "senso di sorpresa" perché il gruppo Fiat, secondo lui, ”è un costruttore d’auto europeo che non gode della miglior salute”. Immediata la replica dell’amministratore delegato della Fiat che non ha digerito le affermazioni di Bruxelles: ”Sono stupito dal tono e dal contenuto delle dichiarazioni rilasciate stamattina dal Commissario europeo Verheugen” afferma Sergio Marchionne.

 

”Credevo – aggiunge – che il suo ruolo a Bruxelles fosse chiaramente super partes, indipendentemente dalla sua nazionalita”’. ”E’ la seconda volta nel giro di pochi mesi – sottolinea – che il commissario Verheugen ha espresso opinioni che non sono costruttive per l’industria dell’auto, affermando a un certo punto che non tutti i costruttori europei sopravviveranno. Queste affermazioni non aiutano nello scopo finale di ristabilire solide condizioni sulle quali costruire il futuro dell’industria dell’auto”. Dal ”responsabile per l’Impresa e l’Industria – conclude l’ad Fiat – mi sarei aspettato un dialogo costruttivo con i produttori europei per risolvere i problemi che stanno impattando negativamente sull’industria invece di lanciare sentenze di morte, scegliendo unilateralmente chi debba sopravvivere”.

 

Van Lierop, portavoce di Verheugen a Bruxelles, ha poi riferito che il vicepresidente della Commissione europea non voleva essere scortese nei confronti della Fiat ma solo dire che servono più informazioni. "Quello che voleva dire – ha spiegato il portavoce – èche è presto per giudicare, servono maggiori informazioni sull’operazione. Non vi era alcuna scortesia nei confronti della Fiat". Il portavoce non ha voluto ribadire i dubbi espressi da Verheugen sullo stato di salute del Lingotto. "Quello che abbiamo sempre detto – si e’ limitato ad affermare il portavoce – e’ che Opel e Chrysler hanno bisogno di partner forti". Intanto continuano le trattative tra Fiat e Chrysler, e una svolta sembra vicina. "Confermo di non vedere ostacoli al raggiungimento di un’intesa", ha detto infatti ieri l’amministratore delegato di Fiat, ripartito per gli Stati Uniti con un ”ampio mandato” a chiudere da parte del Cda del Lingotto.

 

Da parte sua Chrysler è pronta a chiedere la bancarotta pilotata e quindi la protezione dai creditori già la prossima settimana, che venga raggiunta o meno un’alleanza con Fiat, scrive il ‘Wall Street Journal’ citando "fonti vicine al dossier”. Secondo il quotidiano newyorkese, ”in caso di accordo con Fiat il ricorso al ‘Chapter 11′, cioè una procedura di bancarotta pilotata, consentirà a Chrysler di liberarsi di alcune voci di bilancio in passivo, permettendo così a Fiat di scegliersi le parti più appetitose e redditizie della casa automobilistica”. Mentre il Lingotto non ha ”niente da annunciare” su Opel: ”Nulla è deciso”. Con la controllata tedesca di Gm ”non c’è nessun colloquio diretto” ha assicurato Marchionne. In una nota ufficiale il gruppo torinese ha quindi chiarito che "in relazione alle notizie di stampa pubblicate oggi, su richiesta di Consob, Fiat precisa che, fatto salvo quanto già comunicato relativamente all’alleanza strategica con Chrysler, non ha al momento predisposto alcuna offerta per l’acquisizione di quote di partecipazione in Opel". "E’ peraltro noto – continua la Fiat – che nell’attuale contesto competitivo la società – così come gli altri concorrenti – esamina, nel normale andamento della gestione, ogni opportunità delle più varie forme di accordi per ottenere sinergie produttive ed accedere a nuovi mercati".