(di Enzo Coniglio) L’oracolo di Burunbugiu è a dir poco furente e grida ai quattro venti come un forsennato, che il suo Dio: il Mercato, farà cadere la sua vendetta implacabile sui voltagabbana che continuano a calunniare Lui, il Giusto, il Logico, il Fondamento dell’Ordine cosmico, che tanto benessere ha elargito a coloro che gli hanno offerto come dono votivo, la loro mente e il loro cuore in un patto perenne senza possibilità di divorzio.
Ed ora, da questi stessi fedeli si vede infangato attraverso quegli stessi giornali e media che fino ad ieri lo presentavano come “l’Aristos – il Migliore”, la “guida sicura verso il Progresso”, la “Panacea contro le contraddizioni e la povertà del mondo”, il maggiore antidoto al Comunismo. Ora si rivolgono contro di Lui preferendolo al suo maggior oppositore dialettico: lo Stato e la cricca degli Stati associati!
Eh no! L’Oracolo di Burunbugiu ha ragione! Non si può sputare nel piatto in cui si ha mangiato a crepapelle, dimenticare i benefici ricevuti e cambiare coccarda e casacca impunemente. Ascoltiamo dunque con deferente rispetto il suo sacro messaggio.
“Fino alla metà dell’800 io, Mercato – Burunbugiu, vivevo una vita idilliaca tra i miei agricoltori – pastori che producevano ogni bene con amore e tanti sacrifici ed io li aiutavo a scambiarli in barter o per pochi denari. Certo esistevano i grandi Signori delle Colonie che mi utilizzavano per vendere gli schiavi e le enormi ricchezze che razziavano a man basse, frutto delle loro illegalità. L’illegalità era loro, non mia. Io allora non ero il Signore ma il loro Servitore. Avevano ridotto anche me in schiavitù.
Poi è nata la grande rivoluzione industriale, figlia delle grandi scoperte come il telaio meccanico, il motore, le navi a vapore… che hanno dato vita all’industria tessile e meccanica, per non parlare dell’industria pesante legata allo sfruttamento del carbone e dell’acciaio che ha avuto un ruolo di primo piano nelle due grandi guerre che hanno fatto decine di milioni di morti. Anche in questo caso, io Mercato-Burunbugiu, non ero il Signore ma il servitore di questi Signori potenti. Avevano ridotto me in schiavitù.
In tutto questo periodo, io ero però onorato e venerato in una ex colonia dove si erano rifugiati dei perseguitati religiosi e politici che avevano fatto la loro rivoluzione: gli Stati Uniti d’America. Sono stati loro che dopo l’atroce esperienza delle due grandi guerre, hanno deciso di votarsi al mio completo servizio e di diventare fedeli ed esclusivi servitori dle mio figlio diletto, unico e divino come il Padre: Profitto – Burubunginu.
E sono sempre loro che mi hanno contrapposto con audace determinazione al mio nemico giurato: il Dio-Comunista e mi hanno imposto di uscire allo scoperto e di diventare il “Padrone del Mondo”, insieme al mio figlio e di non accettare altri possibili concorrenti. Dovevo essere il migliore e l’unico a cui dovevano subordinarsi tutti gli altri senza distinzioni di Paese e di sesso a tutti i costi e con tutti i mezzi ponendo fine ad ogni sciocco scrupolo moralistico dei miei Dei concorrenti.. Ogni altro Dio – compreso e soprattutto qello cristiano – dovevano essere ridotti a miei schiavetti, funzionali alla mia gloria.
Mi hanno creato dei Templi meravigliosi ed efficienti come Bretton Woods, il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, il WTO, i Paradisi fiscali, le Multinazionali, le società di rating, le Banche, le Borse e gli Istituti finanziari, le grandi Business School, i grandi organi di stampa che fanno opinione, tutte al mio completo ed esclusivo servizio e liberi di muoversi tra Stati apparentemente sovrani ma di fatto asserviti sempre di più al mio potere supremo e impossibilitati a votare leggi che potessero in qualche modo limitare la mia azione.
Un azione meravigliosa, entusiasmante e travolgente che mi ha ridato il senso dell’onnipotenza e della sacralità della mia missione. Non avrei potuto svolgere tale missione senza l’apporto diretto del mio figlio prediletto, Profitto-Burubunginu che, man mano che la sua missione travolgente avanzava è diventato un onnivoro vorace di biglietti verdi, di titoli azionari, di titoli di Stato e di ogni tipo a tal punto che la i miei fedeli dovevano continuamente stampare e produrre oltre ogni limite per soddisfare solo in parte la sua voracità. Oggi la mia Potenza è almeno dieci volte più grande della ricchezza vera del mondo!
Ora sono pienamente soddisfatto. Ho convinto i maggiori Stati a indebitarsi fino al collo tanto da ridurli a miei schiavetti docili e pusillanimi non essendo più in grado di onorare i loro debiti; ho fatto delle borse il mio strumento di tortura, il mio Moloch sempre pronto ad aggredire e a distruggere; ho umiliato le grandi Multinazionali a tal punto che posso tenerle al guinzaglio corto aggredendo i loro titoli e facendone polpetta. Ho svuotato le menti e il cuore di questi mostriciattoli chiamati uomini sostituendo i loro antichi valori con i miei invincibili principi di richezza, successo, sesso e potere. Ho dimostrato quanto fossero fallaci concetti come: bontà, generosità, amore, altruismo, ordine e giustizia sociale, senso dello Stato e delle Istituzioni…
Ma c’è una verità che voglio dire e gridare ai quattro venti: IO NON ERO E NON SONO COSI’ NELLA MIA NATURA PROFONDA, NEL MIO DNA.
Oggi sono come questi miei fedeli hanno voluto che fossi. In un certo senso anch’io sono diventato quello che loro mi hanno fatto diventare: un autentico mostro crudele e spietato che ora si vendica divorando i suoi stessi figli-fedeli.
SONO LORO CHE HANNO CREATO IL LORO DIO-MOSTRO:MERCATO-BURUNBUGIU E IL SUO FIGLIO DILETTO:PROFITTO BURUBUNGINU!
Ormai sono io il Dio Supremo a cui dovete obbedire e offrire i vostri sacrifici cruenti. Non avete scampo e non vi faccio sconti”.
Così parlò l’Oracolo di Burunbugiu, il nuovo Signore dell’Universo e la terra tremò al suo cospetto.
E così sia.
