"Introduce un ulteriore incombenza per le Imprese: misurare il rischio da stress da lavoro correlato per i propri dipendenti". Questo il commento a caldo del presidente di Confartigianato imprese Sicilia, Filippo Ribisi, sul decreto che entrerà in vigore a partire dal prossimo gennaio.
"Credo che il maggiore rischio per i nostri dipendenti oggi, sia quello da eventuale non lavoro, un’incertezza condivisa e vissuta quotidianamente anche dai nostri imprenditori. Se poi a questo affianchiamo tutte le incombenze dovute al sistema di gestione dei rifiuti denominato, o se andiamo a guardare la nuova normativa sulla tracciabilità dei pagamenti, che riesce a complicare un sistema che potrebbe essere molto semplice pur ottenendo un migliore risultato, credo che ce ne sia abbastanza per scoraggiare qualunque onesto imprenditore".
Gli fa eco Cesare Fumagalli, Segretario generale Confartigianato imprese:"L’ Unione europea è sempre più liberale e permissiva nell’aprire il mercato comunitario alle aziende dei Paesi extra Ue e sempre più rigida ed oppressiva verso le imprese europee costrette al rispetto di un numero crescente di regole. La valutazione dello stress da lavoro correlato è un altro ostacolo per l’attività delle piccole imprese che non dispongono di un’ organizzazione aziendale e di personale tale da consentire di gestire questo ulteriore obbligo".
