Rosa Guttilla

Fermare un attimo che sia di vita o di esperienza, catturarne quella sensazione di straniamento che sorge in chi osserva con occhio attento e sentire l’esigenza di condividere tale esperienza.

 

Ferdinando Scianna, bagherese di nascita fotografo da una vita, sa bene cosa significa rispondere a quell’urgenza interna di andare oltre la rappresentazione per arrivare a fondo a ciò che intorno accade.

 

Questo è il fine della mostra “Ferdinando Scianna e la Sicilia – da Porta a Porta”, inaugurata in questi giorni a Palermo: settanta immagini che “raccontano” il legame tra il fotografo e la sua terra, legame nutrito e coltivato negli anni.

 

“Ho cominciato a fotografare all’età di diciassette anni e il mio soggetto principale, la Sicilia, era sempre là, fotografarla è sempre stata una ridondanza verbale. Mi incuriosiva perché volevo capirla attraverso i miei scatti ma anche per cercare di comprendere fino in fondo cosa significhi essere siciliano, rispondendo a quella ossessiva interrogazione che tormenta tutti noi, soprattutto chi, come me, se ne è allontanato”.

 

Così si espresso l’artista all’inaugurazione dell’evento sottolinenando come la fotografia rappresenti un vero e proprio linguaggio, da scoprire, imparare e interpretare.

 

La mostra, organizzata dalla de Arte Service & Management e da Archimedia, promossa dalla presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana, in collaborazione con la Fondazione Federico II, dell’Assessorato Regionale al Turismo e dalla Provincia Regionale di Palermo, è allestita in due diverse sedi, da “porta a porta” per l’appunto, quali l’Oratorio dei SS. Elena e Costantino (Porta Nuova) e il Loggiato san Bartolomeo (Porta Felice, Corso Vittorio Emanuele, 25), a voler sottolineare da un lato l’occhio estetico dell’artista e dall’altro un’ insolita presentazione e fruizione dell’arte “che entra nel tessuto sociale e nella struttura urbana della città”.

 

A collegamento, non solo ideale, tra il “cuore e il mare” della città, unendo i due allestimenti, sono stati posizionati lungo Corso Vittorio Emanuele settanta banner bifacciali, personalizzati da più di cento artisti siciliani e non.

 

Entrando nel dettaglio della mostra l’Oratorio ospita gli scatti che Ferdinando Scianna ha realizzato a colori tradendo, solo sporadicamente, la sua predilezione per il bianco e il nero: dal rosso della lava ai colori di una scalinata che formano un mosaico cromatico, passando dai riti religiosi a soggetti inanimati.

 

E’ il colore qui il protagonista dell’esposizione unitamente ad un insieme di frasi attinte dalle riflessioni elaborate negli anni da Leonardo Sciascia, uomo di indiscussa profondità etica e culturale, che il fotografo conobbe nel 1963 stabilendo con lui un sodalizio non solo umano ma anche professionale.

 

A completamento delle immagini e delle citazioni, che risaltano l’inconfondibile vis siciliana, anche un allestimento particolare destinato ad accogliere i pensieri dello scrittore, ottenuto con video proiezioni ed installazioni realizzate ad hoc.

 

Il Loggiato San Bartolomeo, invece, ospita in più piani espositivi, la produzione in bianco e nero del fotografo: “il colore, a mio avviso, si avvicina di più al sogno che non alla realtà, è arbitrario in qualche modo, non avendo univoca gradazione nella percezione soggettiva. Con il bianco e il nero sento di parlare la mia lingua e con essa esprimo al meglio le storie che voglio comunicare”.

 

L’intera mostra, ad ingresso libero, rimarrà aperta al pubblico fino al 22 gennaio 2012 nei seguenti orari: Oratorio di S.S. Elena e Costantino dal lunedì al sabato dalle 8.15 alle 17.40, e domenica e festivi dalle 8.15 alle 13; Loggiato San Bartolomeo dal martedì al venerdì dalle 9 alle 13.30, e dalle 16 alle 19.30, sabato e domenica dalle 9 alle 13.30.