Il relitto di una nave romana del I sec d.c. ancora integra con a bordo oltre 500 anfore "a bocca larga" è stato scoperto a sud dell’isola di Panarea. Il ritrovamento, fatto dalla Soprintendenza del Mare con la Fondazione americana ‘Aurora Trust’ e il sostegno del Ministero dell’Ambiente, è stato illustrato questa mattina a Palermo, in una conferenza stampa, dall’assessore regionale ai Beni Culturali, Gaetano Armao e dal soprintendente, Sebastiano Tusa.
"Dai primi rilevamenti – dice Tusa – possiamo stabilire che si tratta di una nave mercantile di circa 25 metri, in perfette condizioni, che trasportava frutta e ortaggi dalla Sicilia ai mercati del nord. Lo stile delle anfore, infatti, è tipica delle ‘officine’ dell’isola e dell’Italia meridionale". Il mercantile è stato individuato con una telecamera filoguidata ‘Rov’: ora la campagna nelle Eolie procederà con "ricerche realizzate – spiega Tusa – con dei robot particolarmente sofisticati che ci metteranno nelle condizioni di contestualizzare meglio nel tempo e nello spazio il relitto".
La nave potrebbe non essere l’unica: nei fondali di Panarea infatti ci sarebbe una seconda nave. "Sono state trovate delle tracce – conclude Tusa – di un secondo relitto non ancora però individuato. Le ricerche andranno proprio in questa direzione".
Le anfore sono del tipo Dressel 21-22 databili al I sec.d.C., di fabbricazione laziale, adibite al trasporto di garum o frutta fresca o secca, oltre che granaglie di vario tipo. Le anfore si trovano disposte in posizione leggermente diversa da quella originale nella nave. Sono, infatti, quasi tutte coricate su di un lato. Ciò indicherebbe che la nave, scivolando sul fondo, si sia appoggiata su un fianco. Tuttavia le anfore mantengono ancora la disposizione originale dimostrando che l’affondamento sia avvenuto probabilmente per turbolenza marina che ha fatto imbarcare acqua alla nave facendola scivolare delicatamente sul fondo. Per chiarire più precisamente la natura del carico è stata prelevata un’anfora per accertamenti di natura tipologica, cronologica e merceologica. Le ricerche archeologiche in alto fondale nel mare intorno a Panarea riprenderanno il 15 luglio del 2010.
