Giulio Giallombardo

Il giallo sulla chiusura del Museo Riso di Palermo rimane senza soluzione. Dopo l’annuncio comunicato martedì con una nota sul sito internet del più importante polo d’arte contemporanea in Sicilia e le categoriche smentite del presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, e dell’assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Sebastiano Missineo, ieri il sito internet del museo è stato chiuso. “Scusateci, abbiamo provveduto all’oscuramento a causa di un attacco hacker”, questo quanto si legge attualmente sull’homepage.

Una nota firmata dalla direzione di Palazzo Riso ha motivato la chiusura del museo per la “mancanza di certezze riguardo alle risorse europee destinate al Museo sui finanziamenti POR del prossimo triennio”, prendendo atto, inoltre “dell’avvio del cantiere di strutture di sopraelevazione del Museo che ne impediranno l’apertura nei prossimi anni”.

Nelle casse del museo sarebbero dovuti entrare ben 12 milioni di euro, provenienti da fondi europei, per avviare le attività programmate dal mese di febbraio. Ma, secondo la direzione di Palazzo Riso, i finanziamenti sarebbero ancora bloccati. Di tutt’altro avviso l’assessore Missineo, che ha assicurato: “I progetti sono in fase di istruzione e saranno finanziati, ove conformi alla normativa vigente".

Intanto, ieri, è stato diffuso un comunicato firmato dal comitato spontaneo “Cittadini per il Museo Riso”, ancora senza un portavoce, che invita i palermitani a partecipare ad un’assemblea pubblica prevista per domani alle 19 nelle sale del museo. “Chiediamo di poter conoscere – si legge nella nota – la realtà sulla situazione economica del Museo Riso” ed, inoltre, “di visionare i documenti relativi al bilancio 2012 per potere lavorare su un piano di verità”.

Infine, il comitato chiede ai vertici regionali di avere accesso a due progetti: il primo “redatto dalla Soprintendenza ai Beni Culturali a firma dell’architetto Matteo Scognamiglio” ed il secondo “finanziato dall’accordo di programma Quadro del 22 giugno 2004, che prevedeva il completamento dei restauri del piano terra ed adeguamento del Palazzo”.