Francesco M. Scorsone

A proposito delle Avanguardia Russe, mostra promossa dalla Regione Siciliana Assessorato ai Beni Culturali e dell’Identità Siciliana con il sostegno finanziario dell’Unione Europea, curata da Victoria Zubravskaya e Giulia Davì, diciamo subito a scanso di equivoci che è una mostra interessantissima e il Reale Albergo dei Poveri, in Corso Calatafimi 219 Palermo, è la cornice ideale per una mostra di siffatta importanza.

 

L’evento rientra fra le iniziative dei due Governi, Italia e Russia, previste dall’anno bilaterale della cultura e la cui chiusura è prevista nel 2011. La mostra “Avanguardie Russe” è accompagnata da due mostre fotografiche “Prospettiva Russia” che presentano la Russia sospesa tra passato e presente. Di Victor Akhlomov è l’aspetto forse più marcatamente sovietico e nel quale sono presenti momenti di forte patriottismo con le foto della serie “Red Square” del 1975 e quelle di Nikita Kruscev a fianco di Yuri Gagarin reduce dall’impresa nello spazio o a quelle di Guevara in visita a Mosca.

 

Diversamente, le foto di Gabriele Lentini presentano una Russia più moderna, meno nostalgica. Una serie di fotografie che, come Akhlomov, celebrano la grandezza di una realtà che si avvia però verso il tramonto. Le foto di Lenin, i funerali di Solženicyn e di Ivan Nicholaievich davanti alla tomba di Boris Eltsin sono l’emblema di questo inesorabile tramonto che si avvia verso una Russia più moderna e forse meno nazionalista e romantica in cui gli “Zar” non hanno più potere di vita e di morte sul popolo ma soffrono e muoiono proprio come il popolo.

 

Ma questo è solo un piccolo frammento della mostra che si articola nelle diverse sale del Complesso Monumentale dedicando tre grandi saloni alle Avanguardie russe: 59 opere di 23 artisti russi tra i quali primeggiano oltre che – come è ovvio – maestri quali Kazimir Malevitch, Marc Chagall, Ljubov Popova, Aleksandr Rodcenko, Olga Rozanova, Vasilij Kandisnkij, Aleksandra Ekster anche i fondatori del primitivismo russo Milhail Larionov e Natalja Goncharova (entrambe figure di primissimo piano) che rappresentano sotto il profilo artistico qualcosa di inedito e spregiudicato. Contro qualsiasi accademismo la loro pittura assunse un linguaggio realista, sprezzando il concetto e trascurando la “bellezza” accademica.

 

“Rissa in un locale” del 1911 di Larionov. “Donne con rastrelli” 1907-1909 di Goncharova, “Modella nuda con tappeto asiatico sullo sfondo” di Aleksandr Kuprin sono alcuni esempi di un modo nuovo di fare arte, forse e, perché no, “strizzando l’occhio” verso il famoso gruppo secessionista dei “tredici” capeggiato da Kramskoi e oramai sciolto al tempo della realizzazione delle opere in questione.

 

Ma sono i costruttivisti che in questa mostra offrono i momenti di riflessione e di interesse più importanti. Per sua concezione Vasilij Kandisnkij sosteneva: “Trascrivere la musica dei colori, dipingere i suoni della natura, vedere cromaticamente i suoni e udire musicalmente i colori”. Sicuramente lui, come molti altri, riuscì a mettere in atto questo principio e cioè la pittura senza oggetto. Nell’opera l’aspetto predominante era il colore e la geometria dello stesso.

 

Alcuni esempi peraltro sono presenti in mostra con le opere di: Aleksandra Ekster “Costruzioni di piani a colori” o di Kazimir Malevitch, presente con due opere sul Suprematismo. Lo stesso teorizzava nel suo saggio del 1921 Da Cézanne al Suprematismo: “Prima del Cubismo si riteneva interessante un oggetto in quanto tale, e il contenuto della pittura era il processo di elaborazione del colore e del disegno. Non si riusciva a rendere altrimenti il contenuto pittorico se non trasferendo la forma dell’oggetto”. Ciò rappresentava un confine ad una schietta e genuina espressione pittorica. Ma “il pittore, il pittore assoluto – continua Malevitch – deve porre in luce i valori pittorici. I cubisti, grazie alla scomposizione, hanno superato l’oggettualità, e da quel momento ha avuto inizio la pittura pura”. Una tesi avvalorata anche dalla teoria di Ivan Puni il quale sosteneva, a ragion veduta, che il Suprematismo non è altro che la diretta aggressione contro l’oggetto nella pittura.

 

Non vi è dubbio comunque che entrambi i movimenti occidentali quali il Cubismo e il Futurismo ebbero influenza determinante per la formazione e per la decodificazione del nuovo linguaggio pittorico delle avanguardie russe quali il Suprematismo e il Costruttivismo di Vladimir Tatlin presente in mostra con due modelli in scala provenienti dal Museo Statale “Rosizo” di Mosca.

 

La mostra è visitabile fino al 20 marzo 2012 con ingresso gratuito da lunedì a sabato dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00 mentre il catalogo è acquistabile presso la GAM, Piazza Sant’Anna Palermo.