Dietro il nome di William Shakespeare si sarebbe nascosta una donna italiana di origine ebraica, Amelia Bassano Lanier. Discendente da una famiglia aristocratica 
veneta, Bassano visse in Inghilterra, dove era conosciuta come Marrano, un appellattivo che rivela la sua conversione forzata al cristianesimo. Fu la prima donna a pubblicare un libro di poesie, ”Salve Deus Rex judaeorum”, stampato nel 1611 a Londra.
La stessa Bassano Lanier potrebbe essere la ”dark lady” a cui fanno riferimento i sonetti di Shakespere, su cui si sono cimentati schiere di studiosi nella speranza di svelarne l’identita’. E’ questa la nuova ipotesi che riferisce un articolo del quotidiano israeliano ”Haaretz”, spiegando che e’ stata avanzata da un ricercatore letterario dilettante, l’inglese John Hudson, che di professione fa lo scienziato cognitivista. Da secoli si discute sulla possibilita’ che Shakespeare sia solo uno pseudonimo: c’e’ chi ha avanzato l’ipotesi di Edward de Were, chi di Cristopher Marlowe oppure di Francis Bacon o Michelangelo Florio. Nessuno pero’ finora aveva mai accostato quello della Bassano Lanier all’autore di celeberrimi drammi come ”Amleto”.
Stando all’intervista riportata da ”Haaretz”, Hudson e’ del parere che la biografia della donna italiana di origine ebraica abbia molti punti di contatto con le opere di Shakespeare, soprattutto quelle di ambientazione veneta. Secondo Hudson, poi lo stile dei sonetti shakesperiani e’ in molte parti simile a quello della Bassano Lanier. Ma non e’ tutto: Hudson sostiene anche di aver scoperto diverse allegorie tratte da scritti ebraici nelle opere del ”Bardo”, in particolare dal Talmud e dal Pirke Avot, cosi’ come sarebbero presenti numerose volte nomi di Amelia Bassano Lanier nei drammi.