Senza i guadagni del “pizzo”, la mafia sarebbe materialmente in affanno e si ritroverebbe priva di “prestigio” sul territorio. E’ questo l’asse del ragionamento, su cui ruota il libro “Il Cappio”, l’ultima narrazione tra cronaca e storia contemporanea di Enrico Bellavia il miglior cronista siciliano della generazione dei quarantenni, che ha redatto questa avvincente “docu-story” , scritto a quattro mani con il Pm Maurizio De Lucia della Dda antimafia di Palermo. Bellavia, che lavora nella redazione palermitana del quotidiano “la Repubblica”, è riuscito a raccontare in modo reale e coinvolgente il puzzle della più antica attività criminale della mafia siciliana.
Il ponte privilegiato con l’economia legale e la politica. Un sistema basato su un’eccezionale organizzazione dentro il territorio. Il racket del “pizzo” è un efficace strumento di controllo criminoso, in cui sono coinvolti attori di tutti i livelli : dal piccolo commerciante che corre a “mettersi a posto” prima ancora di ricevere minacce, all’imprenditore del Nord che arriva in Sicilia, partecipando alla spartizione degli appalti pubblici, ma in regola con il versamento periodico della cosiddetta “tassa Riina”. Lo spunto ed il filo conduttore che lega l’incalzare della narrazione è la storia professionale del magistrato Maurizio De Lucia, che ha condotto alcune tra le più importanti indagini sulle infiltrazioni mafiose nella politica e nell’economia. Il pm che più d’altri ha indagato il fenomeno “della protezione” a Palermo.
“Il Cappio”, svela le strutture gerarchiche, il linguaggio e le prassi di un sistema delinquenziale di impressionante complessità; raccontando parimenti i segnali “della rivolta”, che covano tra i commercianti , le vittime privilegiate del pizzo, e nell’ambito della cosiddetta “società civile”. Del libro e del racket se ne parlerà lunedì pomeriggio nell’atrio della Biblioteca comunale a piazza Casa Professa, ore 18,30. Al dibattito, interverranno il Capo della Procura Nazionale Antimafia di Roma Piero Grasso, nonché Tano Grasso e Salvatore Lupo. Coordinerà il dibattito il giornalista Francesco La Licata, inviato de “la Stampa” di Torino.
