Domenico Giardina

Che cosa hanno in comune l’Italia e la Finlandia? Poco o molto? Di sicuro l’amore per la lingua latina che i finlandesi usano nei comunicati stampa internazionali al posto dell’inglese. E questo è abbastanza noto. Ma c’è dell’altro, che pochi conoscono. Un filo sottile ma solido lega insieme Italia e Finlandia: il design e Lillo Mangano, messinese e milanese d’adozione.

 

Lillo Mangano è il catalizzatore di una grande avventura che ha come protagonisti il design finlandese e i più grandi maestri dell’architettura contemporanea del Paese scandinavo. Alvar Aalto, Timo Sarpaneva, Tapio Wirkkala, creatori di opere capaci di unire un raffinato gusto estetico alla praticità dell’uso quotidiano degli oggetti. Ottocento creazioni dei maestri finlandesi fanno parte della “Collezione Mangano”, un’eccezionale carrellata che va dagli anni cinquanta agli anni novanta e che propone tavoli, librerie, lampade, sedute, accessori da cucina che diventano così opere d’arte, capaci di sopravvivere allo scorrere del tempo.

 

La storia della Collezione Mangano è affascinante e avventurosa come tutte le vicende che coinvolgono le persone capaci di guardare avanti. A raccontarla è Gaetano Silvestro, amministratore della Finn Form e nipote di Lillo Mangano. La Finn Form è l’azienda fondata nel 1957 dallo stesso Mangano insieme alla moglie Jole Sala e ai coniugi Timo e Pi Sarpaneva, che ha fatto da testa di ponte in Italia per il design finlandese, dedicandosi non solo a commerciare le opere di questi artisti ma anche a creare appositi eventi e spazi culturali.

 

“La storia della Collezione Mangano, racconta Gaetano Silvestro, parte dagli anni ’50, periodo in cui mio zio, Lillo Mangano, si trova a collaborare con il noto architetto e designer Franco Albini. Nel suo studio conosce una giovane praticante finlandese, la moglie di Timo Sarpaneva, la quale gli propone di assistere i designer finlandesi che vengono in Italia a mostrare i loro prodotti. Mio zio se ne occupa ma i problemi doganali incontrati nel rispedire le opere in Finlandia, dopo le varie esposizioni, spinge i maestri finlandesi a lasciarglieli in dote. Da quel momento in poi, grazie anche alla creazione della Finn Form, mio zio dedica tutta la sua vita alla promozione del design finlandese”.

 

Lillo Mangano diventa così un benemerito della cultura finlandese. Gli viene conferito un cavalierato dallo Stato finlandese e viene riconosciuto come l’ambasciatore del design finnico in Italia. “Dopo la sua morte, continua Silvestro, sono andato a recuperare una serie di oggetti, che definisco archeologia di design, prodotti da aziende che oggi non esistono più, seguendo linee ormai desuete. Tutti questi fanno parte della Collezione Mangano”.

 

Ma qual è la particolarità del design finlandese. Cos’ha in più rispetto ad altre forme di design. Per Silvestro è presto spiegato: “Il design finlandese è democratico, fruibile a tutti. E’ un tipo di design rivolto all’utilizzatore finale. E’ minimalista, senza fronzoli e rispettoso della natura, dalla quale, nel 99 per cento dei casi, trae spunto. Un esempio in tal senso sono i vasi di Alvar Aalto, definiti tra i più belli al mondo perché hanno una forma organica che si dice richiami l’aspetto dei laghi della Finlandia o le nuvole del cielo. La caratteristica di questi oggetti, inoltre, è quella di sopravvivere alle mode e durare nel tempo. Prova ne è il fatto che un bicchiere prodotto da Aino Aalto, moglie di Alvar, nel 1932 è ancora oggi in commercio. E’ molto difficile trovare dei prodotti così longevi”.

 

La Collezione Mangano propone pezzi unici come alcuni prototipi d’epoca mai messi in commercio. Affascinanti alcune opere come la pentola realizzata da Timo Sarpaneva, ispirata dalle vecchie pentole di ghisa usate nella Finlandia dei primi anni del secolo, con un design moderno e attualizzato. O le creazioni esclusive di Alvar Aalto, massimo esponente del design e dell’architettura del novecento. La Collezione è un incredibile viaggio che ancora oggi è possibile percorrere attraverso le forme innovative del design finlandese.