Giulio Giallombardo

Una delle residenze settecentesche più imponenti in Sicilia rischia di andare a pezzi. È la denuncia lanciata dalla famiglia Alliata, che, domenica scorsa, a Bagheria, ha aperto i cancelli del loro “gioiello” monumentale: Villa Valguarnera. Una giornata per scoprire, tra visite guidate, mostre e degustazioni, alcune delle sale della storica dimora e parte dei giardini circostanti, con panorami mozzafiato che spaziano da Palermo a Cefalù.

 

L’evento, organizzato in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Bagheria, è servito per far conoscere agli oltre 7 mila visitatori lo stato di degrado in cui versa la villa e per sollecitare, ancora una volta, gli interventi di restauro ormai non più rinviabili. È per questo motivo che il principe Francesco Alliata, si è dichiarato “prigioniero della burocrazia” e, per protesta, si è barricato in una delle sale centrali della villa, “finché non mi cacceranno”, ha dichiarato. L’ultimo “Gattopardo” non è ancora riuscito ad ottenere dalla Soprintendenza ai Beni culturali di Palermo le necessarie autorizzazioni per avviare i lavori di restauro, di cui la famiglia Alliata vorrebbe interamente farsi carico.

 

“Noi vorremmo mettere la villa a disposizione dei cittadini, – ha detto la figlia Vittoria Alliata, scrittrice appassionata del mondo arabo – ci piacerebbe farne un polo culturale, uno spazio dedicato a concerti, seminari e presentazioni di libri, ma abbiamo le mani legate. Se la Soprintendenza non ci autorizza ad iniziare i lavori di restauro, la villa andrà distrutta. Per non parlare poi delle costruzioni abusive che sono state edificate all’interno del nostro parco e delle intimidazioni criminali che abbiamo ricevuto”.

 

In effetti, basta poco per accorgersi che la storica residenza rischia di cadere a pezzi. La cappella è già crollata, l’impalcatura che sorregge tutta la villa avrebbe bisogno di un serio intervento di manutenzione e gli affreschi, soprattutto quelli del piano nobile, sono in parte irrimediabilmente rovinati da inflitrazioni e umidità. Intanto, per sensibilizzare la comunità, oltre ad una raccolta firme, è stata aperta anche una pagina su Facebook. Villa Valguarnera era stata, inoltre, inserita tra i beni del Fai per la Giornata di Primavera, che si è svolta lo scorso fine settimana. Poi però, la visita era stata annullata “per problemi di sicurezza”, come avevano fatto sapere dal Fai.

 

Per fare un po’ di chiarezza sulla vicenda, abbiamo provato a contattare, purtroppo senza successo, il soprintendente per i Beni culturali di Palermo, Gaetano Gullo. Dalla segreteria hanno fatto sapere che, “a causa di molti impegni, le interviste potranno essere rilasciate soltanto dopo Pasqua”. Speriamo almeno che, nel frattempo, Villa Valguanera non vada definitivamente a pezzi.