Enzo Bonsangue

(Rosario Ribbene) Rileggere la storia attraverso le armi, la committenza e l’architettura castellana dell’Isola. Questo è lo scopo della giornata di studi dal titolo “Arte in armi nella Sicilia feudale. L’armeria dei Bonanno nel castello di Canicattì”, che si terrà a Canicattì presso il Teatro Sociale il prossimo 11 febbraio. L’evento – organizzato dal Comune di Canicattì congiuntamente con la sezione siciliana dell’Istituto Italiano dei Castelli, in collaborazione con la FIDAPA-Distretto Sicilia, il Rotary Club di Canicattì, il Comune di Ravanusa, l’Unione Cattolica Italiana Insegnati Medi-Sezione di Canicattì, e l’Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’Arte-Sezione Interprovinciale di Canicattì – presenta un programma abbastanza fitto e vedrà l’intervento di studiosi e docenti degli atenei siciliani e napoletani, nonché di docenti dell’Università di Malta per la pubblicazione degli atti.

A partire dalla collezione delle armi di proprietà dei Bonanno – custodita fino alla fine del primo quarto del sec. XIX presso il castello di Canicattì con numerosi pezzi del Cinque e Seicento – verrà riletto il tessuto dei resti del castello (o palazzo Bonanno) attraverso un rilievo stratigrafico. Sarà poi la volta di una serie di studi finalizzati alla conoscenza della famiglia Bonanno nel panorama della committenza feudale e del collezionismo, soprattutto delle armi e del valore simbolico di queste.

La giornata di studi rientra nel più ampio progetto scientifico dell’Istituto Italiano dei Castelli, finalizzato alla promozione e valorizzazione delle risorse del patrimonio culturale del territorio ed in particolare di quello castellano. Il valore culturale dell’iniziativa – che ha riscosso un notevole successo nell’adesione dei soggetti organizzatori e degli sponsor che operano nell’interland della cittadina agrigentina – mira convintamente ad andare oltre la mera divulgazione scientifica in un’ottica di sviluppo dell’economia di questa parte dell’Isola.