"Voglio stare tranquillo". Lo chiede Omar Favaro da oggi ufficialmente un uomo libero dopo avere espiato la condanna inflittagli per la tragedia di Novi Ligure del 21 febbraio 2001. Lo sfogo lo ha fatto ai suoi legali Lorenzo Repetti e Vittorio Gatti. "Pur non dimenticando la tragedia – precisano i due avvocati del giovane – siamo soddisfatti perché in questo momento si è completato il lungo e faticoso percorso rieducativo e Omar finalmente può essere reinserito a pieno titolo nella società avendo espiato le sue colpe. Ora davanti a lui c’é la prospettiva di vivere una vita da ragazzo come tutti gli altri".
Omar Favaro che, 9 anni fa, aiutò la fidanzatina Erica De Nardo a uccidere la madre e il fratellino della ragazza, in una villetta di Novi Ligure (Alessandria), è arrivato alla fine della pena. Il detenuto all’epoca del massacro aveva appena 17 anni.
Nell’ultimo anno Omar ha ottenuto il regime di semilibertà per lavorare come giardiniere per conto di una cooperativa. Un "detenuto modello", secondo quanto riferiscono le guardie della polizia penitenziaria. "Un ragazzo molto cambiato", aggiunge chi lo ha seguito durante la detenzione rispetto a quel 21 febbraio 2001, giorno della tragedia che gli ha cambiato per sempre la vita.
Per quel delitto efferato – le coltellate inflitte alle due vittime, Susi Cassini e Gianluca De Nardo, furono decine – il ragazzo venne condannato a 14 anni, due in meno rispetto alla pena inflitta a Erika.
