Enzo Bonsangue

"Ho letto sui giornali di questi giorni dell’attacco virulento nei miei confronti scatenato da collaboranti inattendibili gestiti dalla Procura del Tribunale di Palermo. Mi stupisce che da tale ufficio trapelino atti coperti dal segreto investigativo": lo dice il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri, in merito ad alcuni articoli di stampa e in particolare a quello apparso oggi su "la Repubblica".

 

Il quotidiano parla di una seconda trattativa tra mafia e Stato, a due anni dal "papello". Nel 1994 sarebbe stato Bernardo Provenzano a fare richieste a uno degli esponenti del nascente partito di Forza Italia, Marcello Dell’Utri. A svelare queste vicende sarebbe stato il boss di Caltanissetta, Luigi Ilardo, parlandone con il colonnello dei carabinieri Michele Riccio.

 

"Sono ormai abituato a sorbire massicce dosi di veleni sia a mezzo stampa – aggiunge Dell’Utri – che giudiziario, e non avrei voluto rispondere a questi vili attacchi che mi vengono indirizzati anche oggi, ma sono costretto a farlo anche per pressione di amici e parenti. Ho quindi deciso di procedere giudizialmente nei confronti di coloro che propalano e utilizzano notizie e informazioni coperte dal segreto d’ufficio nonché nei confronti di quanti firmano e ospitano articoli aberranti e mistificatori".