I carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Lucera, in provincia di Foggia, insieme ai militari della Stazione di Roseto Valfortore, hanno eseguito ad in Alberona due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal giudice per le indagini preliminari dello stesso Tribunale Caterina Lazzara, su richiesta del pubblico ministero Mara Flaiani, nei confronti di due uomini di 62 e 38 anni, per violenza sessuale nei confronti della nipote minorenne.
Tutto e’ iniziato ai primi di febbraio quando la direttrice di un istituto di accoglienza per minorenni nel foggiano, dove la ragazza di 13 anni vive dal 2006, poiche’ a quella struttura e’ stata affidata del Tribunale dei minori di Bari, ha scoperto una verita’ agghiacciante: la ragazzina era incinta. Nei giorni precedenti era stata molto male ed aveva destato un po’ di preoccupazioni ai suoi tutori. Cosi’ era stata sottoposta dai medici ad una serie di analisi tra cui anche il test di gravidanza.
Ma cio’ che ancora di piu’ ha sconvolto la responsabile dell’istituto e’ il fatto che la ragazza non sapeva trovare una spiegazione all’accaduto. Alla domanda di come fosse successo e soprattutto chi fosse stato, la minorenne rispondeva ”nessuno”, facendo comprendere di non sapere neanche come si concepissero i bambini. A domande piu’ specifiche, chiedendole se qualcuno l’avesse portata in qualche posto e se l’avesse toccata nelle parte intime l’imbarazzo cresceva e si mescolava al disagio di avvertire una triste realta’. La minorenne ha risposto, poi, che il nonno aveva avuto determinate ‘attenzioni’.
La minorenne e’ stata quindi accompagnata dalla direttrice dell’Istituto alla Procura di Lucera, dove i carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria hanno avviato le indagini. La ragazzina e’ stata ascoltata alla presenza di alcuni psicologi e ha cominciato a raccontare che dal mese di novembre dell’anno scorso quando, come disposto dal giudice minorile, trascorreva i week-end a casa dei nonni, il nonno si faceva accompagnare da lei, sola, con la scusa di dover andare a fare la spesa o a fare benzina all’auto.
Dopo averla portata in un luogo isolato, abusava di lei all’interno della vettura o fuori nella campagna. La minorenne gridava, spaventata, tra le lacrime per il dolore, cercava di respingere quel nonno che le faceva male, ma lui le diceva di stare zitta perche’ nessuno doveva sentire. Durante il tragitto, di ritorno a a casa, le ordinava di non dire nulla a nessuno. In caso contrario l’avrebbe picchiata con la cinghia. Nel tentativo di addolcirla le regalava 5 euro. Simili episodi si sarebbero ripetuti nei mesi di dicembre e gennaio quando la ragazzina era a casa dei nonni per le festivita’ natalizie. Anche lo zio in un’occasione avrebbe abusato della ragazza ma nella stessa abitazione. Sarebbe stata rinchiusa in una camera da letto e costretta a subire violenza. Nonostante le grida e la richiesta di aiuto, nessuno ha potuto sentirla perche’ in casa a quell’ora in casa non c’era nessuno. Anche lo zio le avrebbe ordinato di non riferire nulla, altrimenti l’avrebbe picchiata.
I carabinieri della Sezione di Pg e del Comando Stazione, coordinati dal pm Flaiani, hanno sentito, alla presenza di uno psicologo, i fratellini della ragazza, piu’ piccoli di lei che non hanno mai subito le ‘attenzioni’ del nonno e dello zio ma che hanno riferito particolari sullo stato d’ansia e di paura che la sorella viveva quando era li’ con loro e dei soldi in piu’ che stranamente aveva a disposizione, oltre alla circostanza che il nonno non richiedesse la loro presenza quando usciva con la nipote. I due uomini risponderanno adesso di violenza sessuale aggravata, corruzione di minorenni e violenza privata.
