Adulati, raggirati e poi trasformati in burattini da sfruttare e schiavizzare. E’ questa la sorte di migliaia di persone che in tutta Italia, dal Piemonte alla Sicilia, finiscono per essere “ingoiati” dalle sette. Uomini, donne e anche minorenni, convinti con false promesse e falsi ideali, vengono svuotati della propria anima e del proprio conto corrente.
Proprio per combattere le sette ed aiutare gli adepti ad uscirne nel 2009 è nato il “Telefono antiplagio” che nel giro di poco tempo è diventato un punto di riferimento per chi vuole uscire da questo tunnel.
“Riceviamo moltissime segnalazioni – dice Giovanni Panunzio, fondatore del “Telefono antiplagio” – molte di queste sono anonime o dei familiari delle persone che cadono in mano alle sette. Sicuramente c’è molta paura nel denunciare”.
In Italia questo fenomeno sembra sia in aumento e secondo gli ultimi dati sono un milione e mezzo gli italiani che aderiscono alle sette.
“Ce ne sono di diverso tipo ma quelle più pericolose sono quelle sataniche e le psicosette. La prima crea dipendenza, viene promesso un potere che non si ottiene e poi si finisce con il diventare schiavi – prosegue Panunzio – nel secondo caso la persona viene soggiogata e costretta a pagare ingenti somme di denaro e inoltre viene convinta a coinvolgere altre persone. All’adepto viene fatto un lavaggio del cervello, inizialmente viene fatto sentire importante e gli si fa capire di avere un potere che in realtà non possiede e alla fine viene sottomesso”.
Le ultime statistiche vedono il Lazio, la Lombardia, il Piemonte e la Sicilia tra le regioni con maggiore presenza di sette. Di solito le regioni più popolate sono anche le più colpite proprio perché aumenta la possibilità di trovare potenziali ‘vittime’.
“In Sicilia il fenomeno delle sette è molto sviluppato – dice Panunzio – ma non possediamo dati specifici proprio perché è difficile fare dei report di questo tipo per l’assenza di denunce. L’Isola resta comunque ai primi posti in Italia”.
Uomini, donne, ragazzi e in molti casi bambini; persone di tutte le età che ogni anno vengono attratte da presunti santoni. “Le sette reclutano soprattutto giovani di età media intorno ai 30 anni – prosegue Panunzio – ma anche più piccoli perché sono più facilmente influenzabili e possono attirare altre persone nelle rete. Capita sempre più spesso ad esempio il coinvolgimento di minori adescati su internet o portati dagli stessi genitori o parenti”.
E allora cosa fare per opporsi e per evitare di cadere nella rete di questi santoni?
“Non bisogna mai fidarsi degli appuntamenti al buio dove si viene invitati a conoscere qualcosa di misterioso e meraviglioso e che comunque non viene specificato – continua Panunzio – bisogna diffidare e non cadere nelle trappole di queste false promesse di miracoli atti a risolvere i problemi per magia”.
Il “Telefono antiplagio” (333.3665000 – 06.55271046) è impegnato quotidianamente nella lotta alle sette e ai raggiri di maghi e stregoni vari. “Abbiamo iniziato con i soliti esposti e denunce alle autorità competenti – conclude Panunzio – ma nella maggior parte dei casi non raggiungevamo nessun risultato. Adesso abbiamo deciso di intervenire noi stessi sul luogo dove avviene il fatto per ‘liberare’ la persona. Proponiamo al caposetta di lasciare andare l’adepto minacciandolo di denunciare l’attività del gruppo e i risultati sono soddisfacenti con una media dell’80% di successo”.
