Silvio Scaglia, l’ex ad di Fastweb coinvolto nell’inchiesta del maxi riciclaggio da 2 miliardi di euro, accusato di dichiarazione infedele mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e associazione a delinquere, nel corso dell’interrogatorio di garanzia svoltosi al carcere di Regina Coeli, davanti al gip Aldo Morgigni ha ribadito la sua "assoluta estraneita’ da qualunque illecito" e che "la societa’ e’ vittima".
Questo e’ quanto riferito dall’avvocato del fondatore di Fastweb, Pier Maria Corso, all’uscita dal carcere di Regina Coeli. "E’ andata bene -ha commentato l’avvocato- l’ingegnere e’ stato molto precisato: ha puntualizzato tutto aggiungendo dei particolari e confida che la sua posizione venga ad essere riconosciuta per quello che ha sempre dichiarato e cioe’ di assoluta estraneita’ da qualunque illecito".
Scaglia avrebbe riferito al gip che il suo ruolo "non era quello di controllare la singola operazione commerciale -ha riportato l’avvocato- C’era una struttura che controllava e lui e’ convinto che funzionasse bene".
Secondo quanto riferito dal suo legale, Scaglia avrebbe poi aggiunto che nella societa’ ”si sono comportati lealmente ma se qualcuno ha avuto un comportamento non corretto in quel caso ognuno si assumera’ le proprie responsabilita”’. ”La struttura di Fastweb -ha chiarito l’avvocato- comprende decine e decine di persone e ognuno nell’ambito della propria competenza ha svolto il proprio ruolo”. ”Per quanto mi riguarda -avrebbe detto Scaglia- e per quanto riguarda quelli che io conosco escludo la commissione di reati”. Per quanto puo’ attestare l’ingegnere, ha proseguito l’avvocato ”il comportamento della societa’ e’ stato completamente corretto”.
