‘La Gazzetta del Mezzogiorno’ ha fatto il conto. Quasi otto milioni di fedeli, precisamente 7 milioni e 900mila, dal 24 aprile del 2008, giorno in cui è iniziata l’esposizione delle spoglie, fino ad oggi hanno pregato sulla teca di cristallo di San Pio da Pietrelcina, custodita all’interno della cripta del convento di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo.
Ormai si tratta di uno dei pellegrinaggi più importanti del mondo. In Italia forse sta dietro solo a Roma.
Il fascino che suscita il Santo è indubbio, la sua popolarità crescente, il numero di fedeli in aumento di giorno ion giorno.
Ma è tutto rose e fiori?
No, non lo è. E il Santo non c’entra affatto. C’entra l’uso di delle sue opere, della sua memoria, dei suoi “miracoli” viene fatto.
Ci sono pellegrini devoti che ritornano a casa sconcertati dal contesto. Si vende di tutto, specie gadget, puntando sulla “quantità”: prezzi modici, numeri straordinari.
La città è diventata un cantiere edilizio. Si costruiscono villette, appartamenti, nuove case ovunque. E chi può, affitta anche l’ultimo stanzino. Prezzo medio 25 auro a notte. E appartamenti con venti posti letto.
Fatevi il contgo. Si tratta di un business “democratico”. Chiunque può permetterselo investe.
Ma ci sono anche imprese commerciali, aziende che vendono di tutto, anche ciò che non ha nulla a che fare con il culto del Santo.
Un caso fra tanti.
Un fedele palermitano si è recato a San Giovanni Rotondo in pullman: 110 euro, quattro giorni, due per il viaggio. Prezzo modico. Uhn solo obbligo, assistere all’illustrazione dei prodotti di un’azienda che costruisce brande, materassi e altro.
Nel pacchetto c’è solo da soddisfare una esigenza di presenza, che si trasforma in acquisti, spesso molto lucrosi.
Chi ci ha raccontato il pellegrinaggio sostiene di avere assistito ad affari per almeno diecimila auro. I pellegrini tornano a casa con un bel debito, insomma.
Ma c’è dell’altro. I prezzi dei gadget schizzano in avanti che è un piacere. Pare che lo stesso oggetto costi il doppio a San Giovanni Rotondo. Conseguenza?
Il nostro pellegrino promette a se stesso che non tornerà a San Giovcanni Rotondo, c’è andato tre volte. Perché? L’atmosfera è cambiata, osserva. O forse, si è accorto solo ora di che era quella che oggi non apprezza.
Padre Pio da Petralcina, non sarà affatto contento di come stanno le cose. Anche se nessuno se la prende con lui o rinuncia al dialogo che ha iniziato con il Santo.
Forse è arrivato il momento di dare un’occhiata a San Giovani Rotondo, da parte delle autorità ecclesiastiche che hanno questo compito. L’immagine della Chiesa, dio certo, non ne guadagna.
I luoghi del Santo hanno le caratteristiche di una tipica organizzazione turistica. Come le Maldive o Saint Tropez? A guardare la gente che ci arriva non è così, perché i pellegrini sono in genere persone di modeste risorse economiche, ma di fatto il business si tocca con mano, è esagerato ed è diventato inaccettabile per “chi ci crede” e pretende più sobrietà.
”E’ una responsabilità enorme per un’amministrazione civica che deve governare flussi così grandi. Al tempo stesso è una sfida implacabile”, dice all’ADNKRONOS Gennaro Giuliani, sindaco di San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia, commentando il dato riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno. Il numero, che risale a 4 o 5 giorni fa, è stato calcolato grazie a un contatore piazzato all’ingresso della cripta della vecchia chiesa di Santa Maria delle Grazie. E il flusso negli ultimi giorni si va facendo sempre più intenso, sia perché si avvicina la chiusura del periodo di ostensione (prevista per il 24 settembre, il giorno dopo l’anniversario della morte di padre Pio), sia perché per molti sta terminando il periodo di ferie.
”Le spoglie del santo con le stimmate – spiega la ‘Gazzetta del Mezzogiorno’ – saranno esposte alla venerazione fino al 24 settembre prossimo, quando la teca di cristallo sarà coperta e il corpo di San Pio non sarà più visibile anche se rimarrà ancora in quel luogo. Come annunciato nei mesi scorsi la salma del santo, infatti, sarà trasferita nella nuova chiesa intitolata proprio a suo nome: sarà sistemata nella nuova cripta e non sarà più visibile”.
In questa ultima domenica d’agosto, 15 minuti prima delle 7, c’era già una fila di un’ora davanti all’ingresso della cripta. ”E’ un dato di grandissimo interesse – aggiunge Giuliani – che conferma quello che pone il santuario di San Pio al terzo posto in tutto il mondo come flusso di visitatori”. Secondo il World Tourism Organization, al primo posto c’è il santuario di Madonna di Guadalupe in Messico con 10 milioni di persone all’anno, al secondo posto Lourdes con 7 milioni e al terzo proprio San Giovanni Rotondo con circa 6 milioni.
”La città – continua il primo cittadino – costituisce ormai un punto di riferimento e di spiritualità per i cattolici di tutto il mondo. Certo quest’anno c’è stato un aumento di flussi legato all’esposizione delle spoglie di San Pio ma, al di là dei picchi, il trasporto e l’interesse dei fedeli rimarrà inalterato anche in futuro perché la suggestione di questi luoghi è troppo grande”.
”I frati cappuccini, quando hanno programmato l’ostensione, non hanno pensato a risultati in termini numerici. Si auguravano soltanto un risveglio della fede e una presenza che da una forma di curiosità potesse trasformarsi in rinascita spirituale. Cosa che è avvenuta”, all’ADNKRONOS il responsabile dell’Ufficio Stampa dei frati cappuccini di San Giovanni Rotondo e direttore di Tele Radio Padre Pio, Stefano Campanella. Quanto al possibile spostamento della tomba di San Pio dal santuario di Santa Maria delle Grazie alla nuova chiesa, dopo il 24 settembre, Campanella precisa che ”non è stata presa ufficialmente alcuna decisione. Ai frati spetta proporla in sintonia con l’arcivescovo. Ma l’autorizzazione tocca alla Congregazione delle cause dei santi”. Si tratta dello stesso organismo che ha autorizzato l’ostensione.
