Un’altra lite tra due medici, questa volta all’ospedale Papardo di Messina, avrebbe provocato lesioni a un nascituro. Il diverbio, secondo i genitori del neonato, che una settimana fa hanno presentato una denuncia ai carabinieri, sarebbe sorto per decidere se procedere con un cesareo o parto naturale. Il sostituto procuratore di Messina Anna Maria Arena ha aperto un’inchiesta. Il neonato è stato trasferito al Policlinico Universitario, dove si trova tuttora ricoverato nel reparto di terapia intensiva neonatale in coma farmacologico.
Gli accertamenti sulla vicenda sono stati affidati ai carabinieri. Nella denuncia la puerpera Ivana Rigano, di 24 anni, e il marito Nicola Mangraviti, di 34, spiegano che il bambino ha sofferto per una mancata ossigenazione al cervello perché nato con ritardo dopo ore di travaglio. I medici, secondo i genitori, avrebbero litigato su come procedere, se col cesareo o con il parto naturale. Il ginecologo Rosario Pino sarebbe stato favorevole al cesareo, ma quando tutto sembrava pronto sarebbe intervenuto il primario Francesco Abate e il suo aiuto Saverio Esposito, che hanno ordinato che si procedesse con parto naturale. Il bimbo è nato dopo quattro ore dal travaglio, e il padre, che dice di aver subito capito che il figlio aveva problemi, ha aggredito il primario. Soltanto tre settimane fa, il 26 agosto, al Policlinico di Messina era accaduto un caso analogo: altri due medici avevano litigato in sala parto, ritardando la nascita di un bimbo e provocando problemi al neonato e alla madre.
"Il bambino ha avuto una sofferenza post ischemica. Abbiamo proceduto con la ventilazione e l’abbiamo sedato e intubato ed è in coma farmacologico". A dirlo è il professor Ignazio Barberi, direttore dell’unità operativa di terapia intensiva neonatale del Policlinico di Messina, a proposito del neonato trasferito dal Papardo. "Il bambino – spiega Barberi – ha sofferto perché gli è mancato l’ossigeno ed è andato in asfissia. Al momento le condizioni sono serie ma in netto miglioramento, qualcosa di più preciso si potra dire tra una settimana".
Non ci sarebbe stato nessun diverbio tra il primario di ginecologia del Papardo di Messina, Francesco Abate, e il medico Rosario Pino. Lo afferma il presidente dell’Ordine dei medici della città dello Stretto, Giacomo Caudo, che poco fa ha parlato al telefono con Abate. "Il collega – spiega Caudo – smentisce qualunque lite e aggiunge che i parenti della partoriente hanno aggredito i medici. Ormai – conclude – in città si è diffusa una sorta di psicosi dopo la vicenda del Policlinico di Messina", avvenuta il 26 agosto scorso, quando due medici litigarono in sala parto, lasciando senza assistenza una puerpera.
"Sono arrivato al Papardo alle 19.30 del 13 settembre, quando era in atto la fase espulsiva. Sono intervenuto nelle fasi conclusive del parto. Purtroppo una spalla del bimbo è rimasta incastrata e quando è nato si è capito che il neonato era sofferente". L’ha detto il dottor Saverio Esposito. "Non ho partecipato ad alcuna discussione – ha aggiunto – sulla necessità di praticare il cesareo o il parto naturale. Al mio arrivo, infatti, la partoriente era nella fase di espulsione".
