Alessio Ferlazzo

Prelievi di tessuto ed altri accertamenti medico-legali sono stati eseguiti stamani all’istituto di medicina legale di Firenze sulla salma del ciclista dilettante Fabio Fazio, 23 anni, morto il 28 luglio scorso durante la 45/a edizione del Gran premio Città di Vinci, gara riservata alla categoria elite under 23. I risultati sono attesi nei prossimi giorni e contribuiranno a stabilire se il decesso sia stato determinato anche per l’assunzione di sostanze dopanti. Fazio, che tre anni fa venne sospeso dall’ agonismo per aritmie cardiache, potrebbe essere morto per infarto. Il medico legale dovrà accertare se il decesso è stato causato da una patologia cardiaca congenita o possa essere stato favorito da un possibile uso di sostanze dopanti. Inizialmente sul cadavere era stato fatto un esame esterno, senza autopsia, all’ospedale di Empoli ma poi, anche su impulso di organismi della federazione ciclistica, è stato deciso dall’autorità giudiziaria di procedere ad accertamenti completi e a questo scopo la salma era stata trasferita a Firenze. Fazio, originario di Barcellona di Pozzo di Gotto (Messina) e abitante a Vignola (Modena), correva per il gruppo sportivo Neri Sottoli di Lamporecchio. Martedì scorso, durante la gara a Vinci, il giovane ciclista accusò un malore da cui non si riprese.