"Rivedere alcune tariffe ed equiparare quella prevista per i parti cesarei a quella dei naturali, in modo da escludere speculazioni economiche nella scelta dei medici delle strutture private per il parto da proporre": è questa la proposta avanzata da Enzo Paolini, presidente dell’Aiop (Associazione Italiana Ospedalità privata), dopo l’iniziativa presa dalla Regione Sicilia per ridurre la proliferazione dei parti cesarei e dopo la lite tra due ginecologi avvenuta nell’ospedale di Messina durante un parto cesareo.
"L’Aiop aveva già proposto al Ministero della Salute – spiega in una nota – la revisione di alcune tariffe e in particolare l’equiparazione della tariffa prevista per parti cesarei e quelli naturali. L’iniziativa è stata ben accolta dalla Regione Sicilia che dal 2010 ha recepito e applicato la nostra proposta".
Sulla scia di quest’esperienza, l’Aiop sta sollecitando anche altre regioni affinché si muovano in questa direzione, "sia perché riteniamo che debba essere facilitato il rispetto di un indicatore di qualità stabilito dall’Oms – conclude Paolini – e dal Ministero della Salute, sia perché vogliamo essere i primi a superare qualsiasi elemento di polemica strumentale nei confronti della sanità privata. Anzi, offriamo al ministro Fazio la nostra disponibilità a partecipare alla definizione delle linee guida in sala parto di cui ha dato annuncio tramite gli organi di stampa".
