Enzo Bonsangue

‘Ieri e forse oggi in Bankitalia chi decide e’ il governatore’. Cosi’ Gianpiero Fiorani, imputato nel processo per la scalata ad Antonveneta. Fiorani risponde di concorso in aggiotaggio con altri 15 imputati, tra cui l’ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio. L’ex Ad di Bpi, ha detto che ai tempi del piano di scalata ad Antonveneta, porto’ a Berlusconi il progetto dell’operazione ‘con la copertina dei colori di FI’: il premier diede parere positivo.

 

E disse: ‘se al governatore (Fazio ndr) va bene, a me va bene’. Fiorani ha ricordato la visita fatta a Berlusconi l’estate del 2004 a Villa Certosa dove si reco’ con il senatore Luigi Grillo e l’avvocato Cesare Previti. Quest’ultimo – ha raccontato Fiorani – mi chiese di coinvolgere il figlio come consulente. Tutti mi chiedevano di fare i consulenti. Penso di avere arricchito un numero di persone illimitato’. Fiorani ha inoltre rammentato un colloquio telefonico con Berlusconi che gli chiese anche di Luigi Crespi, l’ex patron di Hdc.

 

Sulla scalata ha ricordato le parole dell’ex governatore Fazio: ‘Vai avanti, ho fermato Geronzi’.Era il 5 novembre 2004, e quello era il via libera alla scalata, poi fallita, ad Antonveneta. Per quanto riguarda i rapporti con Lamberto Cardia, presidente della Consob, Fiorani ha fatto riferimento ad un incontro a Milano: ‘Non ci vedo niente di male (per Antonveneta, ndr) ma qualcosa dovro’ pur fare, dovro’ mandare una ispezione’, avrebbe detto Cardia. ‘A quei tempi – ha detto Fiorani – lavorava come mio consulente il figlio di Cardia con un contratto da 250.000 euro all’anno.