Stefania Brusca

Sono 39, due in più dello scorso anno, i mezzi aerei della flotta dello Stato impiegata quest’estate contro gli incendi boschivi. Tra le novità della campagna coordinata dal Dipartimento della Protezione civile, che si concluderà il 30 settembre, c’é la presenza di 25 piloti delle forze armate alla guida dei velivoli. Questi i mezzi impegnati: 15 Canadair, 4 elicotteri Erickson S64 Air Crane, 8 Fire Boss, più elicotteri di Esercito (CH-47 e AB-205), Marina Militare (AB-212), Corpo forestale, Capitanerie di porto e vigili del fuoco.

 

Venti le basi di dislocazione dei mezzi – dal Nord al Sud del Paese – per garantire una completa copertura del territorio nazionale, privilegiando il Centro-Sud che, in questo periodo dell’anno, fa registrare un’alta concentrazione del fenomeno degli incendi boschivi. Qualsiasi punto del Paese è raggiungibile entro 60-90 minuti dal decollo. I velivoli sono coordinati dal Centro operativo aereo unificato (Coau) del Dipartimento della Protezione civile.

 

Agli aerei ed elicotteri si aggiungono quelli in dotazione alle Regioni. Inoltre, la Protezione Civile ha stretto un accordo di reciproco aiuto con la Francia: si prevede che gli aerei italiani intervengano in Corsica ed in Costa Azzurra, quelli francesi in Liguria, Sardegna, Piemonte, Valle d’Aosta e Toscana. E’ un’ordinanza del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, siglata lo scorso 11 giugno, a indicare gli indirizzi operativi per fronteggiare i roghi estivi. Il provvedimento, rivolto a tutti i presidenti di Regione, invita a "porre in essere ogni azione a carattere preventivo per la riduzione del rischio di innesco e di propagazione degli incendi boschivi", in particolare vicino alle zone abitate, alle infrastrutture strategiche ed alle strade. Si chiede inoltre ai governatori di "porre in essere ogni possibile azione propulsiva affinché i Comuni interessati dagli incendi boschivi istituiscano e proseguano nel tempestivo aggiornamento del catasto delle aree percorse del fuoco".

 

In queste zone la legge stabilisce il divieto di costruzione per 10 anni, in modo di scoraggiare gli speculatori. La direttiva invita inoltre a sollecitare i sindaci nella predisposizione e aggiornamento dei piani comunali di protezione civile, con particolare riferimento al rischio di incendi vicino case. Specifici piani di emergenza vanno poi predisposti anche per gli insediamenti turistici all’interno o vicino ai boschi.