La Uilm è disponibile a firmare un accordo sulla linea di Pomigliano se la Fiat deciderà di mantenere in vita lo stabilimento a Termini Imerese, la cui chiusura è prevista per la fine del 2011. La posizione del sindacato è emersa a conclusione del comitato direttivo della Uilm di Termini Imerese, con all’ordine del giorno "la situazione dello stabilimento Fiat ed indotto".
"All’incontro che dovrebbe esserci il 15 settembre al ministero dello Sviluppo economico – dice il segretario provinciale della Uilm, Vincenzo Comella – noi andremo, ma siamo convinti che sarà l’ennesimo flop". Per la Uilm, "all’interno della short list (5 le ipotesi al vaglio di Invitalia, advisor del ministero) è evidente che non ci sono proposte che possono dare occupazione ai lavoratori dello stabilimento termitano e dell’indotto". "Quindi – sostiene Comella – bisogna parlare con Fiat e costringerla a investire di nuovo a Termini. Il governo accetti il fallimento della mediazione politica e lavori anch’esso in questo senso, vista l’esperienza su Mirafiori".
"Da parte nostra, presa coscienza del fatto che il mondo del lavoro in Italia sta cambiando – conclude la Uilm – davanti a investimenti certi, che garantiscono tanti i lavoratori della Fiat quanto quelli dell’indotto, siamo disponibili a firmare un accordo sulla linea di Pomigliano, questo non porterà conquiste sindacali ma porterà lavoro e certezze per il comprensorio per i prossimi anni. Inoltre non escludiamo che, se dopo il 15 settembre continuerà a esserci l’attuale nulla, si devono intraprendere azioni che abbiano l’obiettivo di fare rimanere la Fiat a Termini Imerese".
