La riconversione industriale dello stabilimento Fiat di Termini Imerese è affidata ai progetti contenuti al momento in 9 manifestazioni di interesse, di cui 4 nel settore auto. E’ quanto resta della prima ‘scrematura’ fatta dall’advisor Invitalia sulle 18 proposte che gli sono pervenute. Per avere una vera e propria short-list bisognerà però aspettare le eventuali adesioni al bando che verrà lanciato nelle prossime settimane, verso la fine di marzo, quando, spiega il ministero dello Sviluppo, "verrà pubblicato sulle principali testate economiche internazionali un avviso finalizzato a ricevere ulteriori manifestazioni di interesse".
Dell’entità e dei contenuti delle attuali proposte, tuttavia, per il momento non si sa nulla: ai sindacati che oggi si sono riuniti, assieme all’azienda, al Ministero, non è stata infatti svelata l’identità dei piani di rilancio che dovrebbero però riguardare, oltre l’automotive, la ricerca, sempre nel settore auto, il comparto manifatturiero ma anche l’energia e i media.
"Tutto quello che si aggiunge mi piace, quello che sostituisce non mi piace. Va bene auto più turismo, o ancora auto più Ikea. Senza l’auto lavoro per 3.000 persone a Termini non si avrebbe più" dice il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani. I sindacati, infatti, sono delusi e continuano a premere affinché, di fronte ad alternative inconsistenti, la Fiat mantenga il suo impegno nell’area. "La presenza Fiat a Termini é una vicenda per noi non ancora conclusa" dice al termine del tavolo il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, che aggiunge: "se alla presentazione del piano industriale del gruppo non saranno state ancora individuate soluzioni fattibili, noi non aspetteremo la fine del 2011 per decidere le forme di lotta più opportune". Una decisione sulla mobilitazione, intanto, verrà presa già il 18 marzo quando si riuniranno Fiom, Fim e Uilm per decidere quali iniziative intraprendere da subito: "uno sciopero sarà difficile perché i lavoratori sono in Cig, ma valuteremo qualsiasi iniziativa di mobilitazione" chiarisce per la Fim, Bruno Vitali.
Sull’impegno della Fiat anche il segretario della Uilm, Rocco Palombella, sottolinea la necessità di aspettare il 21 aprile quando si conoscerà il piano industriale del Gruppo: "allo stato, pur conoscendo le determinazioni di chiusura entro il 2011, non mi sentirei di escludere una presenza Fiat rispetto a risorse e sinergie che si potrebbero liberare con il piano" dice. "La vertenza è ancora in salita" sintetizza il segretario confederale della Cisl, Luigi Sbarra, anche lui convinto che Fiat non possa "abbandonare il sito e debba sostenere le ipotesi di rilancio".
Anche l’Ugl, dice, Giovanni Centrella, giudica le risposte al tavolo "ampiamente deludenti" e sottolinea il rischio "di far apparire inutili gli incontri al ministero (il prossimo è per il 13 aprile) esasperando i lavoratori". I quali, spiega il segretario della Fiom di Termini, Roberto Mastrosimone, attendono ancora di sapere se Fiat manterrà la Lancia Ypsilon a Termini fino 2011 o se intanto trasferirà la produzione o parte di essa in Polonia.
