Salvatore Parlagreco

Anche all’aeroporto Falcone Borsellino di Palermo arriva il body scanner. L’apparecchiatura entrerà in funzione il prossimo 30 luglio e sarà inaugurata alla presenza dei ministri dell’Interno e della Salute, Roberto Maroni e Ferruccio Fazio. E’ quanto emerso durante il convegno ”L’aeroporto di Palermo, una scommessa vinta”, organizzato dalla Gesap a Castello Utveggio, alla presenza del presidente dell’Enac, Vito Riggio e dei dirigenti della società di gestione dello scalo palermitano.
Due ministri per il body scanner, uno strumento sofisticato, ma solo uno strumento, adottato in altri aeroporti italiani. Vuole dare visibilità all’evento? Farci sapere che lo scalo siciliano è in cima i pensieri dei nostri governanti? Dimostrare che alla Sicilia viene assegnata l’eccellenza?
Sono le domande che gli utenti dello scalo dovrebbero farsi, o si fanno, venendo a conoscenza della decisioni dei Ministri.
L’aeroporto deve affrontare problemi di efficienza e lo fa con estrema lentezza, perfino le zecche e le ristoppie “minacciano” la gestione dello scalo.
I parcheggi sono insufficienti e costosi, non esiste la possibilità di attendere i passeggeri in arrivo. Bisogna entrare nel parcheggio a pagamento anche per pochi minuti con costi alti e perdite di tempo intollerabili perché da due anni circa viene vietato l’accesso. C’è un budello stretto e affollato che dovrebbe consentire la sosta.
I rispetto degli orari negli arrivi e nelle partenze, il corretto smaltimento dei bagagli e il loro arrivo a destinazione sono problemi insoluti;, le spese della società di gestione destano perplessità, i tempi di realizzazione delle opere di ristrutturazione sono biblici.