Alessandro Bisconti

Quattordici anni di reclusione per aver guidato "un gruppo dedito alla commissione di una serie indeterminata di illecite importazioni, detenzioni e cessioni di ingenti quantitativi di cocaina, eroina e hashish e pasta di cocaina, utilizzando la struttura, i mezzi, le relazioni e l’organizzazione dell’Arma dei Carabinieri, abusando della propria qualita’ di pubblici ufficiali, avvalendosi in modo strumentale delle norme che regolano la consegna controllata, l’acquisto simulato, il ritardato sequestro ed arresto da parte degli operatori di polizia giudiziaria”.

 

Per quella che e’ stata definita come una "banda in divisa" il Tribunale di Milano ha condannato oggi Giampaolo Ganzer , generale a capo dei Ros, alla condanna esemplare di, appunto, 14 anni di reclusione e 65.000 euro. L’ufficiale che da trent’anni e’ uomo dell’Arma e delle istituzioni, che ha indagato contro il terrorismo e contro il crimine organizzato, a un certo punto della sua professione, per "carriera, visibilita’, prestigio" avrebbe forzato le norme della legge, trasformando la caccia ai narcos in una partita dove tutto era lecito e dove in nome del risultato si potevano importare, raffinare, vendere chili e chili di droga, destinati a perdersi nel mercato sotterraneo gestito dai clan.

 

Altri 7 anni e 10 mesi sono stati invece inflitti ad un secondo generale, Mauro Obinu, anche lui ai vertici dei Ros prima di entrare nell’Aise. E condanne non meno pesanti sono andate ad altri 11 tra ex ufficiali e attuali ufficiali dell’Arma, condannati a pene che vanno dai 14 anni di Ganzer, appunto, a 1 anno e mezzo per Bruno Zanda. Il verdetto piu’ grave e’ stato inflitto pero’ a Bouchaaya, il cosidetto "confidente trafficante" al quale i giudici hanno inflitto 18 anni di carcere e 80.000 euro. Quattro sono invece le assoluzioni concesse a tre trafficanti e ad un carabinieri, Antonio Gallace.