Roberto Rizzuto

“Sono Guido, buongiorno”. “Buongiorno, tutto bene?”. “Sono atterrato in questo istante dagli Stati Uniti, se oggi pomeriggio Francesca potesse… io verrei volentieri… una ripassata…”.  È il 21 novembre del 2008. “Guido” è Guido Bertolaso, capo della Protezione civile italiana; dall’altra parte del telefono c’è Simone Rossetti, gestore del centro benessere del Salaria Sport Village di Roma. I due, secondo quanto sostenuto dai magistrati fiorentini che indagano sul sistema messo in piedi per gestire le opere dei “Grandi Eventi”, starebbero definendo i dettagli di una prestazione sessuale, di cui lo stesso Bertolaso avrebbe dovuto usufruire quel giorno.

L’accusa indica in “soldi contanti e prestazioni sessuali” la contropartita che il sottosegretario avrebbe ricevuto in cambio dell’assegnazione di appalti al gruppo imprenditoriale del 39enne Diego Anemone, che in breve tempo è riuscito ad aggiudicarsi “il quarto, il quinto e il sesto lotto del G8 a La Maddalena” e i lavori al Foro Italico in occasione dei Mondiali di nuoto.

Proprio sulla base delle direttive impartite da Anemone, Simone Rossetti avrebbe aperto le porte del centro benessere al numero uno della Protezione civile, mettendogli a disposizione alcune ragazze. Scrive il giudice: “In molteplici occasioni Bertolaso, talora in concomitanza con gli incontri con Anemone, ha usufruito di prestazioni sessuali presso il centro”. A tale fine pare che “il Rossetti abbia ingaggiato una donna che si è intrattenuta con lo stesso Bertolaso”. Il 14 dicembre 2008 “viene fatta giungere una donna di nazionalità brasiliana di nome Monica (con ogni verosimiglianza una prostituta gestita da tale Regina) che intratterrà il sottosegretario”. Secondo l’accusa, poi, Bertolaso si sarebbe “recato più volte presso il centro usufruendo delle prestazioni di tale Francesca”, almeno dodici volte tra il 2008 e il 2009.