(sb) Essere una donna in questo Paese non è facile. Da Nord a Sud, la musica non cambia. Anzi, la situazione continua a peggiorare giorno dopo giorno. L’ultima “bella” notizia per il cosiddetto sesso debole arriva dalla suprema corte. In caso di violenza di gruppo il giudice puo’ applicare all’indagato in attesa di processo la misura alternativa al carcere. Lo ha evidenziato la Cassazione recependo una sentenza della Corte Costituzionale del 2010 che ha previsto l’applicazione delle misure alternative al carcere per i reati sessuali. In particolare, la Cassazione, occupandosi di una violenza di gruppo su una minorenne avvenuta a Cassino, ha accolto il ricorso di R.L. e di L.B. nei confronti dei quali il tribunale di Roma, il 5 agosto 2011, aveva confermato la custodia in carcere.
"Una decisione non condivisibile, vengono equiparate la violenza del singolo e quella di gruppo. Al di là di questa sentenza, la maggior parte delle persone vedono il furto o lo scippo come reati più gravi rispetto alla violenza sessuale. Il ruolo della donna ne viene avvilito e non è un discorso fuori dal tempo perche’ è sintomo di discriminazione". È questo il commento in diretta a Tgcom24 di Giulia Bongiorno (Fli) alla sentenza.
Lasciamo stare i salari, che in genere sono sensibilmente inferiori a quelli dei colleghi maschi, lasciamo stare il fatto che sempre più donne devono scegliere se mantenere il posto di lavoro o prendersi cura della famiglia (anziani, figli). La violenza sulle donne in generale e lo stupro di gruppo in particolare non possono essere considerati eventi di secondo piano. Chi stupra una donna la sfregia a vita. La offende, la viola nell’intimo e in casi estremi la uccide dentro.
"Una sentenza impossibile da condividere, contro le donne, che manda un messaggio sbagliato". Così ha tuonato Mara Carfagna, deputata Pdl ed ex ministro per le Pari Opportunita’. "Le aggravanti per i reati di violenza sessuale furono introdotte proprio per evitare lo scempio della condanna senza un giorno di carcere per chi commette un reato grave come questo", ricorda Carfagna. "Il Parlamento, che ha sostenuto il disegno di legge da me presentato con voto bipartisan, aveva voluto condividere un messaggio chiaro: tolleranza zero contro la violenza sulle donne, che non e’ un reato di ‘serie B’ ", conclude Carfagna.
Si fa un gran parlare su come evitare che le donne subiscano questi abusi. Campagne di sensibilizzazione, trasmissioni televisive, spot. E poi? Parole al vento?
