Elena Sorci

Non la passa liscia chi, durante una lite condominiale, definisce come ‘vigliacchi’ i vicini di casa. Lo sottolinea la Cassazione. Il termine ‘anche se di uso diffuso "costituisce sempre un’offesa", ha sostenuto la Corte e ha annullato l’assoluzione di un catanese di 32 anni. In primo grado, invece, il giudice di pace di Vizzini, lo aveva assolto dal reato di ingiurie -per il quale lo avevano querelato dei vicini di casa- in quanto "l’epiteto usato rientra ormai nell’uso comune".