Roberto Rizzuto

”Roberto Saviano ha querelato Liberazione. Una denuncia penale per diffamazione a mezzo stampa e’ stata depositata nei miei confronti, in qualita’ di autore degli articoli messi sotto accusa, e del direttore Dino Greco. Sembra che Saviano non abbia gradito il modo in cui ho raccontato, lo scorso 14 ottobre, la vicenda della diffida inoltrata dal centro Peppino Impastato all’editore del suo penultimo libro, La parola contro la camorra”. Lo scrive il giornalista di Liberazione Paolo Persichetti, in un articolo che sara’ pubblicato domani sul quotidiano. ”La parola appunto – si legge nell’articolo – quella che Saviano dice fin dal titolo di utilizzare come strumento per combattere il crimine organizzato, veicolo di liberta’ che lui sostiene di difendere contro le molte censure, sempre denunciate ma mai viste; quella parola che distribuisce su tutti i supporti mediatici, a destra e manca degli schieramenti politici, resta legittima solo se da lui pronunciata”.

 

”La sua parola – aggiunge Persichetti – intesa come unica parola possibile, che percio’ stesso esclude le altre, soprattutto se sono critiche nei suoi confronti, se ne raccontano limiti e inesattezze, se ne mettono in mostra la faccia nascosta o molto piu’ semplicemente se dicono: ‘Noi la pensiamo diversamente da te. Le verita’ che affermi sembrano prese dal dizionario di monsieur de Lapalisse, per non dire le volte che travalicano la realta’ dissolvendosi in fantasie’. Come dimostra la sistematica omissione delle fonti che rende impossibile la verifica di quel che scrive”. La seconda querela riguarda invece un articolo, scrive Persichetti, ”un corsivo, apparso il 10 novembre del 2011, sulla sua prestazione televisiva offerta nella prima puntata di Vieni via con me, non so dirvi molto di piu’ se non che sono assolutamente consapevole d’aver commesso l’imperdonabile crimine di lesa maesta’. Ma dovrebbe esser noto che a ‘Liberazione’ non sono graditi i monarchi, tanto piu’ le monarchie intellettuali”.