A fronte della riduzione delle forniture di energia all’Europa da parte del colosso del gas russo Gazprom, che per l’Italia sarebbe del 30%, il direttore della Comunicazione Eni, Gianni di Giovanni, è intervenuto sulle frequenze di Radio Ies per far luce sul piano di emergenza che l’azienda attuerà. "Tutto dipende dalle condizioni meteorologiche in Russia, perché è da lì che parte il problema – ha affermato – noi abbiamo aumentato il gas dall’Algeria e dalla Norvegia quindi abbiamo colmato questo gap. Nel frattempo stiamo cercando gas liquido e ci prepariamo a mettere in campo tutte le iniziative che serviranno a chiudere questo periodo che potrebbe durare quindici giorni ma anche di più. In questo modo speriamo di poter considerare questa situazione risolta tra pochi giorni".
Eni informa che inoltre che ieri ”sono stati richiesti 450 mln di metri cubi, il 40% in più rispetto alle richieste dell’anno scorso. Questo è indubbiamente dovuto al clima. Dall’altra parte abbiamo registrato per le analoghe ragioni una diminuzione del gas che ci arriva dal gasdotto proveniente dal nord-est, dal Tarvisio, dalla Russia. In Russia ci sono temperature polari, si arriva a – 40 nelle zone piu esposte quindi Gazprom utilizza questo gas prima per il mercato interno e poi per le esportazioni. Nella settimana scorsa abbiamo registrato punte di consegna di circa il 30%. Siamo pronti a mettere in campo le soluzioni per evitare problemi soprattutto all’utenza domestica".
Ieri il sistema gas italiano ha registrato il record storico dei consumi: grazie alla forte spinta della domanda domestica i consumi italiani hanno raggiunto i 460,9 milioni di mc, battendo il precedente record del 17 dicembre 2010 (459 mln mc). E’ quanto emerge dai dati pubblicati questa mattina da Snam Rete Gas.
A spingere la domanda nel giorno in cui il governo ha avviato la procedura di emergenza sugli approvvigionamenti sono stati i consumi domestici che hanno registrato il picco storico di 294,4 mln mc, superando il precedente massimo di 278,5 sempre del 17 dicembre 2010.
Nello stesso giorno, secondo i più recenti dati di Snam, il calo dei flussi dalla Russia si è ulteriormente ridotto rispetto ai giorni precedenti a circa il 15,3% della richiesta. Confermato nel frattempo, per il secondo giorno consecutivo, il balzo dell’import dall’Algeria a 94 mln mc e il forte aumento dei flussi dal Nord Europa a 55 mln mc (anche se la richiesta era stata ancora superiore, a oltre 63 mln mc). Assai sostenute infine sono state anche le erogazioni da stoccaggio, che si sono fermate a un soffio dai 170 mln mc (169,1).
