Una sorta di sciopero bianco con il "rigoroso" rispetto delle mansioni e dei compiti attribuiti dalle "norme processuali, dalle leggi speciali e dai contratti di lavoro" sarà attuato da domani e per una settimana dal personale giudiziario nei tribunali e nelle procure. I lavoratori delle cancellerie e della segreterie giudiziarie, faranno dunque solo quanto previsto da leggi e contratti di lavoro e "niente di piu".
La protesta è stata proclamata dieci giorni fa da quattro sigle sindacali: la FPCGIL, la UILPA-UIDAG, la FLP e la RdB P.I. Nel mirino c’é la mancata "riqualificazione professionale" che la categoria chiede da un decennio e la recente ipotesi di accordo sul nuovo ordinamento professionale firmata dall’amministrazione e dalla minoranza delle organizzazioni sindacali che prevede "nuove e diverse attribuzioni che demansionano il personale giudiziario" e che comporterebbe -come spiega in una nota la Uidag- "7903 cancellieri e 1678 ufficiali giudiziari in meno", "con gravissime conseguenze per il servizio ai cittadini e la prosecuzione delle attività ordinarie".
Al di là delle questioni contrattuali, i lavoratori lamentano la "situazione di degrado al limite del collasso" in cui versa la giustizia. Disfunzioni che incidono "negativamente sulla vita dei cittadini per il progressivo abbassamento della soglia dei diritti" e mortificano "il generoso impegno di migliaia di lavoratori giudiziari costretti, per mancanza di mezzi e risorse, a fornire all’utenza un servizio sempre meno dignitoso". E non è tutto: il personale giudiziario denuncia lo "smantellamento sistematico delle strutture" e il "ricorso sempre più massiccio alla esternalizzazione e privatizzazione dei servizi giudiziari".
Nella settimana che sta per aprirsi dunque il personale si atterrà rigorosamente a quanto previsto da leggi e contratti: soltanto gli ausiliari e gli operatori giudiziari faranno le fotocopie, e soltanto i primi si occuperanno della consegna e dei trasferimenti dei fascicoli. Mentre solo i cancellieri presteranno assistenza ai magistrati nelle istruttorie, nelle udienze civili e penali e cureranno la redazione dei verbali, il rilascio di copie e certificazioni, il recupero dei crediti erariali, la custodia dei fascicoli e delle cose sequestrate. Una protesta che dovrebbe rendere evidente "come i lavoratori giudiziari siano costretti nei fatti, se vogliono che il lavoro vada avanti, a svolgere mansioni che quasi sempre non corrispondono a quelle per le quali sono pagati".
